Cultura

Bonnie “Prince” Billy – We Are Together Again

“Nel 2019″, ricorda Bonnie “Prince” Billy all’inizio della press-release di questo suo ventitreesimo LP, “sono tornato a esplorare il processo di fare ancora dischi a Louisville”, sua città natale: le cose sono andate così bene che la cosa continua ad andare avanti e vede la presenza anche di alcuni famigliari del buon Will, come il cugino Ryde McNair, che ha scritto gli arrangiamenti degli archi e ha suonato il piano, o il fratello Ned che, dopo vent’anni è tornato a suonare il basso e a cantare insieme a lui, mentre la produzione è stata curata dallo stesso Oldham insieme a Jim Marlowe, che ha anche registrato e mixato “We Are Together Again”.

Credit: Press

Per quanto vagamente lo percepiamo, stiamo vivendo un cambiamento epocale. Il mondo in cui siamo nati sta svanendo, trasformato e spogliato dall’azione umana. Ciò che rimane è la domanda su cosa porteremo avanti e come rifiuteremo di arrenderci. “We Are Together Again” sembra una risposta. Nelle canzoni di Oldham – e nella cerchia di altri artisti riuniti sotto il nome di Bonnie “Prince” Billy – l’amicizia, la comunità e la gioia ostinata di fare arte con gli altri diventano un mezzo di perseveranza. Non si tratta di negare il collasso, che sarebbe un’illusione, ma di una sorta di sfida: rimanere pienamente umani, pienamente gioiosi, in un mondo con un orizzonte che si restringe.

Sin da subito con l’opening-track “Why Is The Lion?”, il musicista statunitense ci indirizza verso la sua strada fatta di tranquillità, ma anche di eleganza, rimanendo sempre su toni acustici, ma ornati dalla bellezza di un flauto così sottile e gentile o di archi estremamente eleganti che supportano la sincera emozione rinchiusa nella sua voce.

In “”Vietnman Sunshine” troviamo davvero la luce del sole graziata da ottime inserzioni di fiati prima e di violino in seguito e poi da armonie davvero fantatiche che, se magari da una parte ci portano indietro nel tempo su territori country-folk, dall’altra garantiscono tanta qualità, emozione e bellezza pur con un’atmosfera un po’ rustica.

Attraverso gli arpeggi delicati e le armonie di “Strange Trouble”, invece, Oldham ci racconta la paura del cambiare e dell’affrontare lo sconosciuto e canta “Change tastes like trouble and trouble tastes like change“, ammettendo però allo stesso tempo che sono necessari per la crescita.

Più avanti “Davey Dead” è triste e tragica, ma allo stesso momento la sua delicatezza è qualcosa di straordinario ed è punteggiata con i suoni gentili di arpa e degli archi, oltre che di eleganti e gentili armonie, mentre “Hey Little”, uno dei singoli che hanno anticipato la release di questo disco, è emozione pura e speranza nel futuro e, sempre con un tatto notevole, Oldham dipinge splendide armonie (insieme a Catherine Irwin) decorate dal suono sempre speciale dei violini.

Con “We Are Together Again” Bonnie Prince Billy ci offre una prova ricca di intimità e di un certo senso poetico, oltre che ricca di sonorità eleganti: ancora una volta con la sua tenerezza, Will è riuscito a entrare nei nostri cuori.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »