Matteo Rovere: “Kimi Antonelli bambino sul set di ‘Veloce come il vento’. Ora ha fatto la storia”

Da comparsa a protagonista. Ha bruciato tutti i tempi. E continua a farlo (in pista). È diventato davvero Veloce come il vento. Nel prequel della sua vita da pilota Kimi Antonelli non era dietro alla bandiera a scacchi, era davanti alla macchina da presa. Era un bambino nel cast del film di Matteo Rovere del 2016. Il regista lo ricorda bene: «Era davvero piccolo, non aveva nemmeno 10 anni. Era sempre sul set. Correva da tutte le parti e con tutti i mezzi. In quei giorni si allenava con i kart. Tutti dicevano che era impressionante. Da ogni punto di vista, tecnico e umano».
Come mai Kimi Antonelli è finito nel suo film?
«Stefano Accorsi il protagonista è un ex pilota, Matilda De Angelis è la sorella ed è una campionessa. Cercavo la collaborazione di un team del campionato italiano Gt per fare le riprese. E ci siamo uniti al papà di Kimi, Marco. Che ci ha aiutato tantissimo anche nelle riprese. E Kimi era sempre in giro mentre giravamo.
Girava in pista, ha girato per voi.
«Sì, ci servivano bambini per una scena in cui Loris, il protagonista, andava fuori da una scuola con il fratello minore. E portava i suoi amici a fare un bagno irregolare in una piscina. Abbiamo fatto un casting ed è stato normale prendere anche lui, era sempre lì».
Com’era?
«Un bambino gentilissimo, educato, si incuriosiva di tutto. Faceva domande. Era la mascotte della troupe, divertiva tutti».
E vi siete rivisti, sentiti?
«Siamo rimasti in contatto, con il papà Marco sono venuti a trovarci sul set della serie Motorvalley. Quando si tratta di velocità… Sa era un bambino a modo. È diventato un ragazzo di grandissima umiltà, intelligenza e determinazione. Oggi è un campione, deve molto al suo carattere, al suo grande talento, ma anche alla sua straordinaria famiglia».
Cioè?
«I genitori sono persone molte concrete, grandi lavoratori, non hanno grilli per la testa. Kimi già allora aveva un sogno, ci ha messo dedizione, impegno. Quando fece questa esperienza erano attenti che non si distraesse e non si facesse attrarre, mi permetta, da qualcosa di un po’ più superficiale. Dietro alla sua mentalità vincente, cristallina c’è chi lo ha indirizzato nel modo giusto».
E non è finita qui.
«Ha fatto qualcosa di storico. Non è cinema. È presto per farne un film. Ma, come si dice, la storia continua».
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