Marche

La Diocesi (di nuovo) contro il Comune di Ancona. «Esclusi dai fondi per risanare la chiesa»

ANCONA L’Arcidiocesi porta di nuovo il Comune in tribunale. Il nocciolo della questione: l’assenza nel bilancio di previsione 2026-2028 di qualsiasi spesa relativa alle opere di urbanizzazione delle chiese e degli edifici di culto. In particolare, il ricorso per annullare la delibera varata dal Consiglio comunale – previa sospensiva dei giudici del Tar – è stato presentato per la parrocchia Santissima Madre di Dio di Torrette, il cui campanile necessita di un intervento di manutenzione straordinaria a causa delle numerose parti ammalorate.

Il fondo

Stando all’Arcidiocesi e alla parrocchia di Torrette, il Consiglio non avrebbe considerato nella lista degli investimenti futuri la legge regionale che disciplina il fondo per le opere di urbanizzazione da destinare alle chiese e agli edifici religiosi.

La richiesta formale per tenere conto del fondo è stata inoltrata al Comune nell’ottobre del 2025, allegando anche lo stato in cui versa il campanile, struttura a cui verrebbero destinati i soldi. Tra i documenti, il preventivo dei costi inclusa la progettazione e, infine, la scaletta degli interventi in ordine di priorità. Alla richiesta non avrebbe fatto seguito alcuna risposta, tanto che poi a dicembre dello scorso anno il Consiglio ha deliberato il bilancio di previsione, non tenendo in considerazione le richieste della parrocchia. Cosa dice la legge regionale a cui si appella l’Arcidiocesi motivando il ricorso presentato dagli avvocati Maurizio e Lara Discepolo e Daniele Sandroni? Di disporre una quota non inferiore al 5% e non superiore al 30% dei proventi derivanti dagli oneri per le opere di urbanizzazione secondaria, alla categoria di opere concernenti le chiese e gli altri edifici religiosi.

La quota effettiva da determinarsi all’interno del limite massimo del 30% viene annualmente stabilita da ogni Comune in base alle necessità oggettive di esecuzione delle opere. Per accedere al fondo, va presentata la domanda al sindaco del Comune entro il 31 ottobre di ogni anno. Tanto che il 26 ottobre, come da regolamento, l’arcivescovo Spina e don Morosetti (parroco di Torrette) avevano chiesto di partecipare alla ripartizione di propria spettanza del fondo per le opere di urbanizzazione. Istanza caduta nel vuoto. Di qui il ricorso con la richiesta di annullare il provvedimento del Consiglio. L’udienza al Tar si terrà il 25 marzo.

Il precedente

Già nel 2024 l’Arcidiocesi aveva portato il Comune in tribunale, sempre non aver considerato il fondo che spetterebbe agli edifici religiosi. In quel caso, i soldi erano stati chiesti per la parrocchia Santo Stefano di Montesicuro, snobbata dal bilancio 2022-2024. In prima battuta il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »