«Gli ha puntato il fucile contro, ora vogliamo giustizia per Vlad». Montegranaro, la testimonianza choc di Stefania Quattrini
MONTEGRANARO «Era una persona straordinaria, il suo unico sogno era dare un futuro migliore alla famiglia. È rimasto vittima di un omicidio e noi adesso vogliamo giustizia». Stefania Quattrini è la proprietaria dell’azienda agricola Le Dame di Montegranaro, dove collaborava come factotum il 43enne russo Grigorev Vladislav Sergevich, Vlad come veniva chiamato da chi lo conosceva, ucciso da una fucilata sabato mattina durante un battuta di caccia alla volpe.
Chi era la vittima
È ancora visibilmente scossa quando parla della tragica fine del suo collaboratore ma altrettanto determinata a chiedere giustizia. «Era il mio braccio destro e il mio braccio sinistro – racconta – un gran lavoratore, sempre disponibile, amato dai bambini e con una passione smisurata per gli animali. Aveva due lauree ed era un ingegnere civile, stava regolarizzando la sua posizione per poter prendere la residenza e far venire qui la madre, il padre e il fratello. Voleva dar loro una vita migliore». Un sogno interrotto dalla tragedia. Sabato mattina in contrada Santa Maria era in corso un’attività di contenimento della volpe, autorizzata dalla Provincia. In zona c’erano sei cacciatori. «Abbiamo sentito un gran trambusto – ricorda Quattrini – e non abbiamo capito cosa stesse succedendo, perché la caccia è chiusa. Vlad è andato a vedere, io dovevo ancora fare colazione. Poco dopo mi ha chiamato dicendomi che erano scappati due cavalli e che la recinzione del maneggio era stata divelta. Per noi due cavalli scappati sono una vera emergenza, anche per una questione di sicurezza. Così lui si è messo a cercarli e poco dopo mi ha inviato un messaggio dicendo che c’erano i cacciatori». Qui, secondo il racconto della donna, il momento dell’incontro con Palmiero Berdini, il cacciatore di 82 anni dal cui fucile è partito il colpo fatale che ha centrato il 43enne alla gola. L’uomo è indagato per omicidio volontario.
Il momento fatale
«Vlad mi ha videochiamato – continua Quattrini – ha girato il telefono e ho visto il cacciatore che gli stava puntando il fucile contro. Ho cercato di spiegare io all’uomo cosa fosse successo e ho iniziato a fare gli screenshoot perché in passato abbiamo subito gravi danni durante altre battute di caccia. L’uomo ha detto qualcosa ma non ho capito ed è restato sempre con il fucile puntato, mentre Vlad non si è mai avvicinato troppo a lui». Nel frattempo la donna ha chiuso la chiamata per allertare i carabinieri e raggiungere il suo collaboratore. Cosa sia successo in quei minuti è materia su cui stanno lavorando gli inquirenti. «Ho provato a richiamarlo ma non mi ha più risposto. Ho raggiunto la zona e ho visto le sue gambe a terra. Poi la faccia di quell’uomo, non la dimenticherò mai. Uno choc indescrivibile». La donna ha dato mandato a un legale per seguire la vicenda. «Ho massima fiducia nel lavoro dei carabinieri e della procura – conclude – Voglio solo rendere giustizia a Vlad e tutelare i nostri diritti».




