Basilicata

Cosenza calcio: stadio e società al centro della bufera, tifosi contro Guarascio

Incontro tra sindaco, tifoserie e giornalisti sulle sorti del Cosenza Calcio: lo stadio e la società al centro della bufera, i tifosi chiedono ancora una volta le dimissioni di Guarascio


COSENZA – Dall’incontro di venerdì tra sindaco, tifosi e giornalisti sono emerse tre verità incontrovertibili. La prima: l’istituzione proprietaria dello stadio San Vito Marulla non può, o non vuole, togliere la concessione dello stesso alla società Cosenza calcio di Eugenio Guarascio; la seconda: che tutta la città, la provincia e la tifoseria del Cosenza non vuole più che la società resti in mano a Eugenio Guarascio e i suoi dirigenti; la terza: se Guarascio non vende la società ancora per molto bisognerà vivere la sofferenza che i tifosi denunciano.

L’IPOTESI DI UNA CESSIONE

Questa è la situazione, inutile girarci intorno o sperare nel miracolo. Qualcuno che vuole comprare c’è, parrebbe che ci sia già un accordo di massima firmato su cifre e situazioni. Una specie di preliminare di contratto non vincolante con penale per chi si tira indietro. Se questa notizia è vera, e la fonte che la riporta è assolutamente attendibile, è qui che bisogna battere. Ovviamente se la squadra dovesse ripeter il miracolo di qualche anno fa e vincere i play off approdando in serie B, pare ovvio che tutto salterebbe e che Guarascio resterebbe in sella alla società.

Tanti anni fa uno striscione campeggiava sui balconi della città e recitava: mai più prigionieri di un sogno, oggi questa liberazione appare molto più difficile e complicata e nell’incontro di venerdì le difficoltà di un cambiamento sono emerse inconfutabilmente.
Non bastano le parole belle, sincere, anche decise dette dal sindaco nell’incontro, se poi i fatti, purtroppo, vanno da un’altra parte. Pur apprezzandolo, non basta essere dire: “Sposo completamente quanto detto dai tifosi perché non ho mai fatto mistero di un’adesione totale a quella che è la posizione espressa dal tifo organizzato. Il problema è diventato un problema sociale, e la misura è colma”.

I DUBBI SULLA CONCESSIONE DELLO STADIO

Certo un poco di leggerezza, nel firmare una concessione dietro la “presa in giro” di una persona che dichiarava al sindaco che avrebbe acquisito il Cosenza calcio, è evidente, ma ancora più evidente è la  stranezza nel redigere un accordo di convenzione, con una società già nell’occhio della contestazione della tifoseria e di proprietà di una persona che già a quel tempo aveva mostrato segni di assoluta estraneità e amore per la squadra di calcio cittadina, senza lasciarsi una certa via di uscita certa, risulta incomprensibile e dilettantistico, quasi colpevole di approssimazione. Così come pare strano la formula del pagamento del canone dietro l’effettuazione di lavori di manutenzione straordinaria quando è noto il metodo spesso usato per chiudere il cerchio.

L’unico argomento da spingere è detto nelle parole del sindaco in chiusura dei lavori: «Il nostro obiettivo è sempre quello di far sì che la società attuale venda in favore di persone che non solo abbiano passione sportiva ma che abbiano a cuore le sorti dei colori rossoblù. È questo l’obiettivo che unisce tutta la provincia perché la squadra è patrimonio della nostra grande provincia e lo testimonia la presenza stasera anche di alcuni sindaci ed amministratori».

Bisognerebbe però isolare del tutto la proprietà della squadra, dalla città, chiudere i rapporti, non chiedere favori e agevolazioni, essere seri e decisi, senza giocare con due mazzi di carte e soprattutto senza prendere in giro la passione dei cosentini. Non serve ripetere: “Daremo incarico ai tecnici perché studino la possibilità di intervenire sulla concessione”, sono parole già dette mesi fa e che oggi suonano come un tentativo di prendersi gioco dei tifosi. Sul Cosenza non si dovrebbe più speculare, meglio una brutta verità che una felice bugia.


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