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Ecco come Resident Evil Requiem cambia la storia della saga horror di Capcom

Tra un importante retcon, personaggi inediti e atrocità d’ogni sorta – compiute non solo da mostri conclamati ma anche da organi governativi e gruppi senza scrupoli – Resident Evil Requiem ha espanso e non di poco la lore della saga. Non lo ha fatto in modo impeccabile o privo di inconsistenze, ma lo ha fatto, ed è per questo che al prezzo di un simpatico mal di testa abbiamo spulciato ogni documento del gioco e studiato ogni suo evento, per spiegarvi bene i maggiori risvolti narrativi del titolo di Capcom e integrarli nel modo più sensato possibile nella lore preesistente. Vi consigliamo di prepararvi un buon caffè di accompagnamento e speriamo che la lettura possa rivelarsi stimolante.

Raccoon City: verità sepolte

Il disastro di Raccoon City ha forgiato nelle tenebre dell’orrore alcune figure chiave di Requiem, si pensi ad Alyssa Ashcroft, Sherry Birkin e Leon S. Kennedy. Mentre donne e uomini lottavano per la vita contro gli zombie, l’Umbrella e alcune eminenze grigie stavano acquisendo preziosi dati sul disastro biologico, anche tramite supervisori come Nikolai Ginovaef, incaricato di studiare le prestazioni sul campo del letale Nemesis.

Il Tyrant T-103

Nemesis: l’orgoglio di Umbrella Europa Sei

In generale, la presenza nella cittadina di abomini d’ogni sorta – inclusi quelli generati dal Virus G creato da William Birkin – ne ha fatto il parco giochi perfetto per i gruppi bioterroristici, ma poi è diventata un problema. Operazioni governative “pulite” e indagini indipendenti avrebbero fatto luce sui vari attori legati al disastro, non limitati alla sola Umbrella capeggiata dal folle Ozwell E. Spencer. Figure di spicco dello stato e altri collettivi criminali come l’elusiva Connections sarebbero stati esposti assieme ai loro interessi nella vicenda.

Da qui una decisione spietata, imposta con ogni probabilità da membri di alto rango di Connections al governo statunitense: distruggere l’intera area di Raccoon City con un attacco missilistico, con la scusa di dover contenere a tutti i costi l’infezione su vasta scala. A bombardamento avvenuto, nell’ottobre del 1998, è cominciata la caduta dell’impero del male di Spencer, culminata nel 2004 con l’Umbrella Corporation in bancarotta e il processo a carico dell’uomo, il cui verdetto è stato influenzato dalle testimonianze dei sopravvissuti, dalle prove schiaccianti presentate dal suo ex pupillo Albert Wesker.

Fine apparente…

… di un incubo senza fine

Al tempo Wesker era in combutta con Tricell, il conglomerato industriale al centro di Resident Evil 5 di cui faceva parte l’infida Excella Gionne. E Tricell, a sua volta, aveva legami con la Connections, che assieme ai politici corrotti si è accertata di far proseguire il processo Spencer nella direzione desiderata. Le parti rimaste nell’ombra del resto volevano seppellire la verità su Raccoon City, cittadina che non solo ospitava i laboratori segreti NEST e NEST 2, ma anche il più importante centro di ricerche sulle armi biologiche un tempo diretto proprio da Spencer: l’ARK. Nella zona della struttura sotterranea denominata PANDORA si trovava il più grande segreto del folle scienziato, nome in codice Elpis (nella mitologia greca la personificazione della speranza), su cui la Connections voleva a tutti i costi mettere le mani.

Nello specifico, l’organizzazione ha preso possesso dell’ARK senza intromissioni, profittando della chiusura di Raccoon City decisa dal governo, in teoria per motivi di sicurezza. La ex casa degli orrori di Spencer è tornata a pieno regime in tempi brevi ed è diventata uno dei maggiori centri di produzione di armi biologiche del Nord America. È qui che sono stati creati dei Licker migliorati, in grado di portare 14 milioni di dollari per singola unità nelle tasche di Connections, così come i Garmr, potenziamenti dei classici cani zombie Cerberus capaci di inseguire i bersagli a più di 100 km/h. E poi la pianta sperimentale 43, ispirata a delle infezioni virali di piante verificatesi sui monti Arklay e a Raccoon City, fino ad arrivare alle punte di diamante della macabra lineup di abomini.

In primis, il Tyrant T-501, un umanoide dotato di eccezionali abilità di combattimento in grado di localizzare ed eliminare gli obiettivi designati, se necessario trasformandosi in Super Tyrant. Ultimo ma non per importanza è il nuovo Nemesis, discendente del parassita Ne-Alpha di cui il team di Umbrella Europe in cui militava anche Luis di Resident Evil 4 si era servito per dar vita alla creatura incaricata di eliminare Jill Valentine (qui lo speciale sulla lore di Resident Evil 4 Remake). In sostanza, il parassita è stato creato pensando a ridurre i costi di produzione e a donare all’ospite una potenza e resistenza fuori dal comune senza però comprometterne le capacità intellettive (almeno fino al sopraggiungere della mutazione finale). A un certo punto della propria esistenza, il villain di Requiem ed ex ricercatore del Virus T – Victor Gideon – ha deciso di unirsi al parassita per diventare un Nemesis senziente. A ciò dobbiamo aggiungere un fatto: vista la presenza di un gran numero di zombie ancora attivi, Raccoon City stessa si è rivelata una perfetta area di test, con Connections che ha infettato i non morti lì presenti con una variante mutata del Virus T per raccogliere una moltitudine di dati, tanto per sviluppare una nuova arma biologica, quanto per eliminare le squadre della BSAA mandate a ficcanasare nell’area, un incarico questo che in situazioni di emergenza ha svolto il perfido Zeno, sfoggiando abilità combattive identiche a quelle di Albert Wesker.

Insomma, il segreto di Raccoon City doveva restare tale a tutti i costi ed è per questo che negli eventi di Resident Evil 6 il presidente Adam Benford, amico personale di Leon, è stato assassinato: voleva svelare al mondo la verità. Pur avendo ottenuto l’estensione dell’isolamento di Raccoon City sino al 2040 – durante gli eventi di Requiem – Connections sapeva di avere comunque le ore contate e di dover ottenere a tutti i costi Elpis, inserendo la password corretta nel terminale di PANDORA. Ed è nella “speranza” di riuscirci (il gioco di parole è voluto) che Victor Gideon e Zeno hanno rivolto le loro attenzioni su Grace Ashcroft.

L’inganno di Elpis

Per chiarire bene il grande fraintendimento connesso a Elpis, alla base della trama di Resident Evil Requiem, occorre fare un passo indietro. Come sappiamo, a Spencer interessava far compiere un balzo evolutivo all’umanità su base virale ed è con questo fine che ha fondato l’Umbrella Corporation assieme a James Marcus ed Edward Ashford sul finire degli anni ‘60. Ozwell era un genio folle e senza scrupoli, che nel tempo ha preso parte a lotte di potere interne all’azienda fino a eliminare i suoi rivali – a partire da Marcus – e compiuto ricerche indicibili, portate avanti con mezzi disumani.

Ozwell E. Spencer

James Marcus

Molto significativo in materia era l’orfanotrofio di Raccoon City, fondato e tenuto a lucido dall’Umbrella. La sua vetrata colorata che attirava esperti d’arte da tutto il mondo nascondeva le atrocità commesse ai danni di chi viveva neella struttura, che ora vi esponiamo. Guardando ai moscerini della frutta, in grado di trasmettere determinati ricordi alla propria prole tramite i loro geni, Spencer voleva passare le memorie di un donatore umano “più sviluppato” ad altri individui, sfruttando come mezzi le cellule del sangue e la capacità del Virus T di controllare fattori ematici.

Aveva bisogno però di ospiti in grado di preservare la propria intelligenza e di resistere alla tossicità del ceppo mutato di Virus T da usare per controllare ricordi e volontà. È da questa necessità che hanno avuto origine gli esperimenti con le bambine clone create in laboratorio e messe in orfanotrofio. Partiamo con quelle della serie 60, che al netto dell’aumento del volume del plasma di Spencer nel loro sangue non ne hanno ottenuto le memorie, presentando anzi anomalie mentali risultate nella loro eliminazione. La stessa triste sorte è toccata alla piccola Chloe della serie 70, “smaltita” dopo che – pur presentando maggiori segni di stabilità dovuti a una differente carica virale nel sangue – aveva cominciato a mutare come le altre bimbe.

Dopo aver fatto perdere le sue tracce a seguito della caduta dell’Umbrella, ecco che il sottoposto di Ozwell, Victor Gideon, ha preso le redini del Chronic Care Center di Rhodes Hill (anche grazie ai fondi erogati da Zeno), per continuare indisturbato le ricerche sul ceppo di Virus T mutato, protetto da una facciata rispettabile. Tra pazienti come le cantanti Eileen e Selena, esseri giganteschi dalla fame insaziabile e impiegati del centro di cura, Grace ha lottato per la vita a Rhodes Hill saggiando le potenzialità del Virus T mutato, che ai mostri ha fatto conservare abitudini e tratti esistenti prima dell’infezione. Inoltre è proprio a Rhodes Hill che è nato il legame madre-figlia tra la Ashcroft ed Emily, la bambina non vedente nota come soggetto 171, sottoposta a test assieme alla piccola Marie. Entrambe sono state generate nell’ARK – proprio come le loro simili all’orfanotrofio – e poste al centro di esperimenti legati al sangue. A Marie è stato iniettato un campione da 2,3 millilitri tratto da 524 litri di sangue raccolto da 115 infetti, cosa che l’ha fatta mutare sino a renderla una creatura orrida, letale e dalle grandi proprietà rigenerative, poi definita internamente “la Bambina”. Gli addetti di Rhodes Hill hanno tentato di abbatterla sfruttando la sua elevata sensibilità alla luce, ma sono diventati il suo pasto. Dopo aver riportato una grave ferita e giungendo in punto di morte, anche la piccola Emily è mutata in un mostro ma Grace è poi riuscita a somministrarle Elpis e a curarla.

Fatta questa lunga ma necessaria premessa, soffermiamoci sull’inganno di Elpis. Partiamo col dire che, date la sua volontà di assurgere a divinità di una razza umana evoluta, c’è stato un tempo in cui Spencer dava la massima priorità alle sperimentazioni legate a sangue e Virus T mutato. Consapevole delle fughe di segreti industriali messe in atto da rivali interni e in generale della volontà di Tricell, Connections e simili di appropriarsi del suo lavoro, Ozwell ha lavorato a Elpis in gran segreto, ed è per questo che – pur essendo allievo dello scienziato – Victor Gideon non ne conosceva le specifiche.

Tra la sua ossessione per il lavoro di Spencer, la volontà di succedergli “spiritualmente” e i rapporti incompleti in suo possesso, Gideon è stato tratto in inganno dal suo stesso bias di conferma. Ha preso indizi ed elementi in realtà lontani tra loro e li ha connessi al mistero di Elpis. Probabilmente anche sulla base del completamento del progetto verso la metà degli anni ‘90 e la cessazione delle visite all’orfantrofio di Raccoon City da parte di Spencer, Gideon ha fatto risalire la sperimentazione sulle bambine a Elpis, ritenendolo un virus potentissimo per il controllo mentale, privo di tutte le complicazioni fatte emergere dalla Mold di Eveline in Resident Evil 7.

Le sue convinzioni erronee si sono ulteriormente rafforzate quando ha saputo dell’esistenza di Grace, una bambina protetta da Spencer in persona che Victor credeva potesse essere l’esperimento riuscito tra i tanti fallimenti della serie 60 e 70. A quel punto Gideon ha iniziato a recuperare cartelle cliniche e tutte le informazioni possibili su Grace, anche grazie alla collaborazione con la Connections.

Quando l’ARK è finito nelle mani dell’organizzazione, lasciando emergere la necessità di inserire una password per accedere alle fiale di Elpis, Zeno e lo scienziato folle hanno ipotizzato che la chiave per aprire il vaso di Pandora fosse proprio Grace, o meglio – secondo il parere di chi scrive – qualcosa di celato nella sua memoria legato a Spencer e custodito dall’agente a seguito dei presunti esperimenti su di lei effettuati. Come emerso nel finale di Requiem, nulla di ciò era vero.

Un mostro in cerca di redenzione?

Grace era una normale bambina sola al mondo e Spencer l’ha portata via dall’orfanotrofio per farne la figlia adottiva. Ha poi accettato di rilasciare un’intervista alla giornalista Alyssa Ashcroft, sopravvissuta all’incidente di Raccoon City, ed è a una persona retta come lei che ha deciso di affidare la piccola, come emerso dalla porzione “lucida” delle sue volontà testamentarie. Sì, è possibile che questo suo gesto e lo stesso progetto Elpis fossero un genuino tentativo di redenzione da parte di Spencer.

Negli eventi di Requiem, quando all’ARK ha visionato i filmati ottenuti dalla sua madre adottiva, Grace ha semplicemente desunto quale fosse la password per rilasciare Elpis, scoprendo un potentissimo farmaco antivirale capace di sconfiggere la malattia di Leon, Zeno e Sherry Birkin – la sindrome da Virus T a insorgenza latente – che peraltro aveva già ucciso diversi sopravvissuti al disastro del ‘98 tra cui l’ormai anziano ex sindaco di Raccoon City Michael Warren.

Capace di annientare almeno in potenza le armi biologiche basate su agenti virali sino ad ora apparse nella saga e addirittura di invertire una mutazione importantissima (ci riferiamo a quella di Emily), Elpis potrebbe giocare un ruolo determinante nel decimo capitolo di Resident Evil. Insomma, oltre a rappresentare di fatto un mezzo efficace per vendicarsi di Connections, Tricell e soci, il farmaco potrebbe essere un dono fatto all’umanità da un mostro resosi conto dei suoi crimini, che in nome del suo sogno a base di virus per decenni ha distrutto un numero incalcolabile di vite.

Facendogli domande sul suo atroce operato, da esperta giornalista quale era, è stata Alyssa Ashcroft a leggere tra le righe delle sue risposte e reazioni, ravvisando segni di rimorso per i peccati commessi. Spencer non è mai riuscito a separarsi realmente da ciò che era, ad esempio in Resident Evil 5 lo abbiamo visto prodursi in un delirio senile su fatto che avesse il diritto di diventare un dio poco prima di essere ucciso da Wesker. Eppure, che il fine di Elpis possa effettivamente essere quello di dare al mondo una nuova speranza non è da escludere.

La Connections e Zeno

Prima di chiudere il discorso, ci sembra opportuno spendere qualche parola in più sulla Connections, un’organizzazione affonda le radici nel mondo criminale da ben prima degli anni ‘80. Quando è cominciata la grande lotta intestina tra Spencer e James Marcus, sappiamo che quest’ultimo ha iniziato a ricevere cospicue donazioni a firma F Foundations, uno dei gruppi fittizi che stando alle indagini dell’FBI serviva a Connections per muovere ingenti somme senza figurare direttamente.

Anche quando Marcus è uscito di scena, la potente organizzazione si è intromessa negli affari dell’Umbrella grazie a un asset fondamentale: Brandon Bailey, che era stato il pupillo di James. Le indagini svolte su di lui avevano lasciato ipotizzare che fosse un pezzo grosso di Connections, ma con ogni probabilità altro non era che un piccolo ingranaggio di un meccanismo criminale ben più complesso, che come sappiamo ha anche collaborato con la maestra di Spencer – Madre Miranda – per creare le armi biologiche della serie E (Eveline di Resident Evil 7) capaci di controllare la mente di coloro che infettavano (qui lo speciale sulla lore di Resident Evil Village). Da Mia Winters, a Lucas Baker, passando per Victor Gideon e Zeno, l’organizzazione si è servita di diverse figure chiave negli eventi degli ultimi Resident Evil principali ed è qui che nel discorso entra Zeno. Ciò che segue su di lui è il frutto di una nostra unione dei puntini e non una certezza assoluta. Il suo aspetto e le abilità combattive sfoggiate negli eventi di Resident Evil Requiem da questo villain ce lo hanno fatto immediatamente connettere ad Albert Wesker. Ci sentiamo però di escludere che Zeno fosse un membro originale del progetto Wesker, che era così strutturato. Nella prima fase, Spencer portò sotto il suo “ombrello” (un altro termine non casuale) centinaia di ragazzini e ragazzine e diede loro il cognome Wesker (non erano dei cloni, sia chiaro).

Li fece crescere con la migliore educazione possibile per poi spingerli a specializzarsi in vari campi in tutto il mondo. Alcuni dei candidati entrarono proprio nei ranghi dell’Umbrella, come Albert e Alex Wesker e i due furono tra i tredici selezionati per passare alla fase successiva del progetto, ossia l’infezione di ciascuno ottenuta in vari modi con un potentissimo virus. Albert e Alex furono i soli a sopravvivere dei tredici e quando il perfido uomo con gli occhiali scoprì tutto non esitò a uccidere Spencer, all’alba di Resident Evil 5.

Cosa è quindi Zeno? Dalle parole di Victor Gideon, che nella porzione finale di Requiem lo insulta ricordandogli di essere una semplice “imitazione“, fino al suo aspetto, ipotizziamo si tratti di un clone di Wesker. Avendone ereditato i poteri, in Zeno scorreva anche la maledizione dell’Umbrella, quella sindrome di Raccoon City che stava lentamente uccidendo Leon e Sherry. Quando è nato Zeno? Questa è una domanda a cui speriamo, prima o poi, di poter rispondere.


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