Rinviate a giugno le udienze preliminari del processo ai dirigenti Solvay ad Alessandria
ALESSANDRIA – Rinviato ancora il processo per l’inquinamento legato alla ex Solvay (oggi Syensqo) di Spinetta Marengo, ad Alessandria. Le udienze preliminari di questa mattina, che si dovevano tenere nel tribunale della città, sono state posticipate al 3 giugno e al 25 giugno, su decisione della giudice Arianna Ciavattini.
Il rinvio è dovuto alle trattative dei risarcimenti economici in corso tra l’azienda, la Regione Piemonte e il Ministero dell’Ambiente. La procura contesta l’ipotesi di disastro ambientale colposo a Stefano Bigini e Andrea Diotto, ex dirigenti della Solvay. La Regione e il Ministero si sono costituiti parte civile, insieme a Wwf, Legambiente Nazionale, Legambiente Circolo Ovadese, Camera del lavoro e alcune persone fisiche.
Intanto, fin dal mattino fuori dal tribunale si è stanziato il presidio del Comitato Stop Solvay, con una tappa del percorso “Ce l’ho nel sangue. Giustizia per Spinetta”. «Sentiamo parlare di trattative aperte e proattive» – ha commentato Viola Cereda, parte civile al processo e portavoce del Comitato Stop Solvay – «ma la realtà è che nel nostro territorio non esiste alcuna bonifica integrale. L’unico intervento in corso riguarda il cromo esavalente e interessa solo alcune matrici ambientali e, proprio nelle aree dove si sta intervenendo, i livelli risultano ancora sopra le soglie di criticità. Noi chiediamo da anni una bonifica completa del sito che non può avvenire mentre lo stabilimento continua a produrre. Non ci interessano le promesse di Solvay su quello che farà in futuro per rimediare a uno stato di inquinamento gravissimo. Questo stabilimento ha già dimostrato di non essere in grado di garantire una produzione sicura. Per questo il 3 e il 25 giugno saremo ancora qui, davanti a questo tribunale, a chiedere quello che chiediamo da anni: stop alla produzione e bonifica integrale del territorio».
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