Caspio – Cosa Resterà Di Noi
Caspio, nato come progetto solista di Giorgio Di Gregorio, è ormai una band a tutti gli effetti. L’inizio di un nuovo percorso per i friulani dopo “Giorni Vuoti”, “fugit” e l’album “Noi Che Viviamo In Un Mondo Perfetto” momento in cui ha preso forma la line – up attuale: oltre a Di Gregorio, Enrico Muccin (chitarra) Riccardo Roschetti (basso, voce) e Nicolas Morassutto (batteria, voce).

La vita on the road, i palchi condivisi con Voina, Vintage Violence, Stegosauro, Bachi da Pietra, Kalpa e HARAM! hanno affinato l’indole rock di un quartetto che non ha mai nascosto di trarre ispirazione dagli anni novanta e da inizio millennio riproponendo con buona personalità uno stile grintoso e tenace che trova terreno fertile in “Cosa Resterà Di Noi”.
Dieci brani che rappresentano “il diario emotivo di generazioni disilluse ma pur sempre alla ricerca” argomenta Giorgio Di Gregorio ed è una ricerca all’insegna dell’immediatezza, di ruvide chitarre e di ritornelli ben congeniati come quelli del singolo “Cambiare”. Melodie rock decise quelle di “Forse è tardi”, che in “Ti manca l’aria” diventano più acide riflettendo la vita sospesa e la voglia di fuga frustrata di tanti trentenni.
Il ritmo si abbassa e diventa ipnotico tra archi, ricordi e malinconie in “Un ultimo sguardo”, disincanto e aggressività caratterizzano “Naturale”, riff potenti che non dimenticano mai la melodia come dimostra “Dimmelo adesso” poco dopo. Caspio sperimentali in “Iniziamo da noi”, lucidi e diretti in “Non restare qui” che invita a mollare gli ormeggi e partire.
C’è qualcosa dei Giuliodorme oltre a Nirvana, Pixies, nelle sonorità di “Cosa Resterà Di Noi”. I Caspio regalano un finale agrodolce con “Come me e te” scritta e interpretata insieme a Ivo Bucci dei Voina, un brano affilato e furente, veloce e ritmato, rabbia che si trasforma in amarezza nella dolente e vulnerabile “Ma tu ci pensi mai?” che chiude degnamente un album sincero e audace.
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