pomodori oltre 2 euro al chilo, carciofi raddoppiati
Fare la spesa, oggi, pesa di più sul portafoglio degli italiani. Non è solo una sensazione tra gli scaffali del supermercato o tra i banchi dei mercati rionali: i numeri confermano che frutta e verdura stanno vivendo una fase di rincari significativi.
A spiegare cosa sta accadendo è l’ultimo Osservatorio prezzi del Centro Agroalimentare Roma (CAR), che fotografa un mercato in tensione dove clima, logistica e dinamiche internazionali si intrecciano, spingendo verso l’alto il costo di molti prodotti simbolo della dieta mediterranea.
Alla base degli aumenti c’è un passaggio delicato per il mondo agricolo: quello tra le coltivazioni in serra e quelle in pieno campo.
Una transizione che quest’anno è stata rallentata dal maltempo degli ultimi mesi, creando una sorta di vuoto temporaneo nella produzione.
A questa situazione si aggiungono i rincari dei carburanti e dei trasporti, influenzati dalle tensioni internazionali, che finiscono inevitabilmente per riflettersi lungo tutta la filiera, fino al prezzo finale pagato dai consumatori.
Ortaggi sotto pressione: pomodori e carciofi tra i più colpiti
Tra i prodotti che stanno registrando gli aumenti più evidenti ci sono gli ortaggi, soprattutto quelli provenienti dalla Sicilia, uno dei principali bacini di produzione del Paese.
Il pomodoro a grappolo, ad esempio, nel giro di poche settimane è passato da circa 1,40 euro al chilo a 2,30 euro, mentre il ciliegino si attesta intorno ai 2,40 euro al chilo.
Anche i peperoni segnano un aumento sensibile, arrivando a sfiorare i 3 euro al chilo.
Non fa eccezione uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione gastronomica romana: il carciofo romanesco, che in questo periodo viene venduto fino a 1,20 euro al pezzo, praticamente il doppio rispetto alla media stagionale.
Sul mercato stanno facendo il loro ingresso anche le prime produzioni primaverili, come gli asparagi pugliesi, che però arrivano con prezzi ancora elevati – fino a 6 euro al chilo – complice la disponibilità limitata delle prime raccolte.
Fragole protagoniste, agrumi verso la fine della stagione
Se il comparto degli ortaggi vive una fase di rialzo, quello della frutta racconta una storia diversa ma altrettanto dinamica. Con l’inverno ormai alle spalle, la stagione degli agrumi sta lentamente chiudendo i battenti.
Le arance Tarocco continuano a essere presenti sui banchi con quotazioni intorno a 1,60 euro al chilo, mentre gli ultimi lotti di mandarini nazionali, provenienti soprattutto dalla Sicilia e dalla Costiera, oscillano tra 1,50 e 1,80 euro al chilo.
A dominare il mercato in queste settimane sono invece le fragole, protagoniste indiscusse della prima parte della primavera.
In particolare quelle provenienti dalla Basilicata, apprezzate per qualità e profumo, stanno registrando una domanda molto elevata che spinge i prezzi fino a 4,50 euro al chilo.
Il ruolo del CAR nel monitoraggio dei prezzi
In un mercato così sensibile alle oscillazioni, il Centro Agroalimentare Roma continua a svolgere un ruolo di osservatorio privilegiato sull’andamento dei prodotti freschi.
«Il nostro impegno è garantire la massima trasparenza», spiega Fabio Massimo Pallottini, direttore generale del CAR.
L’Osservatorio prezzi ha proprio il compito di monitorare le dinamiche del mercato e prevenire eventuali fenomeni speculativi, evitando che l’incertezza internazionale diventi un pretesto per aumenti ingiustificati.
Con oltre 450 aziende operative e un volume d’affari che supera i 2,5 miliardi di euro, il CAR rappresenta uno dei principali snodi del commercio ortofrutticolo italiano.
Una vera sentinella del mercato del fresco, capace di leggere in anticipo le tendenze che, pochi giorni dopo, finiscono inevitabilmente nel carrello della spesa degli italiani.
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