Liguria

Parco eolico Ferriere, Regione Liguria richiede integrazioni al progetto: “Servono approfondimenti naturalistici”


Genova. L’ipotesi di realizzazione del parco eolico Ferriere continua a tenere banco dal punto di vista politico e tecnico. Dopo la pioggia di osservazioni negative arrivate dai territori interessati dai lavori, infatti, anche Regione Liguria ha depositato un documento che di fatto ancora non si esprime nel merito del progetto, rilevando ad oggi diverse mancanze nella documentazione e richiedendo, quindi, una corposa integrazione.

Il progetto presentato dalla società Ferriere Wind S.r.l., prevede l’installazione di 7 aerogeneratori per una potenza nominale complessiva di 31,5 MW sul crinale del monte Crociglia, a Ferriere, in provincia di Piacenza. L’energia prodotta verrebbe trasportata attraverso un cavidotto che, attraversando il confine regionale, raggiungerebbe una nuova sottostazione elettrica in località Torrini, a Santo Stefano D’Aveto. Su questo passaggio, gli uffici regionali hanno evidenziato la necessità di una visione d’insieme più chiara, richiedendo al proponente di fornire il tracciato esatto dell’elettrodotto di collegamento e di valutare gli impatti cumulativi con la futura Stazione Elettrica che sarà costruita da Terna: “Si prende atto che la Stazione Elettrica di trasformazione, SE, è oggetto di un altro procedimento, che il proponente ha dichiarato essere già stato avviato da Terna tuttavia in considerazione della funzione fondamentale di tale stazione ai fini della messa in esercizio del parco eolico in oggetto, si richiede di fornire il tracciato dell’elettrodotto di collegamento della Stazione Elettrica Terna alla rete elettrica nazionale – si legge nella relazione – inoltre considerato che il progetto di cui trattasi non potrà risultare operativo in assenza della realizzazione di una Stazione elettrica Terna (ST) non ancora esistente, si richiede di valutare gli impatti cumulativi dei due progetti già nella presente procedura”.

Un altro punto critico rilevato dai tecnici di Regione Liguria è la tutela della biodiversità e del paesaggio. Dalla documentazione emergerebbe una insufficienza di dati naturalistici. Le opere in territorio ligure andrebbero infatti a insistere su “Tappe di attraversamento” e “Corridoi ecologici” della Rete Ecologica Regionale (RER), aree vitali per specie protette come il succiacapre (Caprimulgus europaeus), l’averla piccola (Lanius collurio) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Per colmare queste lacune, la Regione richiede: monitoraggi diretti su ornitofauna e chirotterofauna (pipistrelli), oltre a rilievi botanici di dettaglio e una valutazione approfondita dei possibili impatti indiretti sulla Zona Speciale di Conservazione “Parco dell’Aveto”.

Ma non solo. Secondo i tecnici regionali sono da implementare i foto inserimenti, inserendo elaborazioni “utili” per capire l’impatto da punto di vista ligure, in particolare dal Monte Maggiorasca, il Monte Bue e il Monte Penna, di fatto le vette più caratterstiche del comprensorio.

E poi dalle analisi preliminari è emerso che il cavidotto potrebbe intercettare aree classificate come “frana attiva” nella Carta dei Dissesti della Variante Bacini Padani per cui viene richiesta una precisa sovrapposizione cartografica di tutte le opere con i piani di assetto idrogeologico per garantire la sicurezza del territorio.

Dopo questo passaggio, quindi, rimane l’attesa per le prime valutazioni ministeriali, che in teoria dovrebbe tenere conto delle oltre 800 osservazioni arrivate da cittadini, associazioni enti e amministrazioni comunali (Oltre a Ferriere e Santo Stefano si sono aggiunte al fronte del no i comuni di Ne e Borzonasca, in aggiunta all’Ente Parco dell’Aveto) e richiedere eventuali integrazioni al proponete. Dopo questo passaggio, dovrebbe arrivare la valutazione definitiva su un progetto che, ad oggi, ha sollevato una vera tempesta di critiche.




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