Lazio

i Friedkin chiudono il leasing iniziato nel 2005

La Roma si riprende la sua casa. Dopo quasi vent’anni di leasing, il centro sportivo di Trigoria torna ufficialmente nelle mani del club giallorosso.

La proprietà guidata dalla famiglia Friedkin ha comunicato a Banco BPM l’intenzione di esercitare il riscatto definitivo dell’area, chiudendo un capitolo iniziato nel 2005 e liberando la società da un impegno economico che per due decenni ha pesato sui conti della squadra.

L’ultimo passaggio dell’operazione prevede un versamento finale di circa 300 mila euro, cifra che sancisce il ritorno della piena proprietà del complesso sportivo alla Roma.

È un passaggio dal forte valore simbolico oltre che finanziario. Trigoria, infatti, non è soltanto il luogo degli allenamenti: è il cuore quotidiano della vita giallorossa, il quartier generale dove si preparano le partite, crescono i talenti del vivaio e si costruisce, giorno dopo giorno, l’identità della squadra.

Per capire come si è arrivati a questo momento bisogna tornare indietro di oltre vent’anni.

Era il dicembre del 2005 quando la famiglia Sensi, allora alla guida del club, decise di cedere la proprietà del centro sportivo a Banca Italease attraverso la società AS Roma Real Estate.

L’operazione, del valore di circa 30 milioni di euro, rappresentò una scelta obbligata per garantire liquidità immediata alla società in una fase finanziaria particolarmente delicata.

Quei fondi permisero di far fronte agli impegni più urgenti, tra cui il pagamento degli stipendi arretrati dei calciatori, evitando possibili sanzioni sportive.

Da quel momento la Roma continuò a utilizzare Trigoria, ma non più come proprietaria.

Ogni anno il club ha versato canoni di leasing per circa 2,7 milioni di euro, una spesa necessaria per poter continuare a occupare i campi e le strutture che da sempre rappresentano la casa del mondo giallorosso.

Il percorso verso il riscatto definitivo è stato lungo e tutt’altro che lineare. Negli ultimi anni la scadenza dell’operazione è stata più volte rinviata.

Nel maggio del 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica, il piano dei pagamenti venne sospeso e rinegoziato.

Un nuovo accordo fu raggiunto nel novembre 2021, quando il termine per il riscatto venne spostato a dicembre 2022 con un prezzo finale stimato intorno ai 5,9 milioni di euro.

Un ulteriore slittamento arrivò nel novembre 2022, quando la scadenza venne fissata all’1 dicembre 2025.

Ora, con la decisione della proprietà Friedkin di procedere al riscatto, la vicenda si avvia alla conclusione.

Restano soltanto alcuni passaggi amministrativi da definire, legati alla sistemazione di alcune particelle catastali dell’area, ma la direzione è ormai tracciata.

Trigoria, inaugurata nel 1979 sotto la presidenza di Gaetano Anzalone, torna così ad essere pienamente della Roma.

Un ritorno che ha il sapore della chiusura di un cerchio: dopo due decenni in cui il club ha continuato ad allenarsi nella propria casa senza possederla davvero, il quartier generale giallorosso torna finalmente sotto il controllo diretto della società.

Un segnale di stabilità e di progettualità, mentre la Roma guarda al futuro tra il consolidamento delle strutture esistenti e il progetto del nuovo stadio.

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