denunciato insieme alla (vera) dentista che lo copriva
CASALE MONFERRATO – È stata particolarmente delicata e ha richiesto numerose ore di appostamenti mirati l’operazione condotta dai Carabinieri di Casale Monferrato (AL) che ha consentito di identificare un falso dentista. I fatti sono avvenuti in un piccolo comune nel Casalese, dove un odontotecnico 58enne e una dentista 68enne sono stati denunciati per esercizio abusivo di professione sanitaria, esercitata in concorso.
Gli appostamenti sotto lo stabile dello studio dentistico
L’operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Casale è partita da una «segnalazione discreta», come ha spiegato il comandante della Compagnia di Casale, il capitano Valerio Azzone. A partire dalla segnalazione, i militari hanno eseguito controlli mirati durati settimane, appostandosi fuori dallo stabile nelle ore in cui operava il soggetto, il quale, nello stesso edificio, oltre a lavorare abusivamente nell’ambulatorio dentistico, era anche titolare di uno studio odontotecnico. Circostanza questa che ha reso particolarmente ardue le indagini. Durante gli appostamenti, come raccontato dal capitano Azzone, i Carabinieri sono stati colpiti da un particolare: molte delle persone che uscivano dallo studio dentistico controllavano la propria bocca agli specchietti retrovisori delle auto e si toccavano le gengive. Segno che, forse, qualcosa non andava nell’intervento che avevano subito.
L’irruzione
Dopo aver raccolto sufficienti elementi, le Forze dell’ordine sono entrate nello studio in un momento in cui sapevano operasse il solo odontotecnico e lo hanno sorpreso «con le pinze in mano» mentre era intento a effettuare un’estrazione dentaria su una paziente. Alla donna – poi inviata all’ospedale per terminare l’operazione, dopo l’intervento degli agenti – era già stata praticata l’anestesia locale e le era già stato parzialmente estratto un dente. Tale tipologia di prestazione sanitaria, caratterizzata da una natura invasiva, rientra esclusivamente fra le attività riservate per legge ai medici abilitati e regolarmente iscritti all’albo professionale. Dall’attività investigativa svolta è emerso chiaramente che l’odontotecnico, pur essendo totalmente privo dei titoli abilitativi necessari per svolgere qualsiasi attività clinica diretta sul paziente, operava in palese violazione della normativa di settore. Pertanto, i Carabinieri hanno proceduto alla denuncia dell’uomo e al deferimento dell’odontoiatra titolare della struttura. Alla professionista viene contestato il concorso nell’esercizio abusivo, per avere consentito lo svolgimento dell’attività illecita all’interno dello studio: la donna firmava talvolta le ricette senza aver mai visitato i pazienti, presi in carico dal solo odontotecnico.
Una lunga lista di utenti…
Stando alle indagini, i due avevano molti clienti: «C’erano appuntamenti fitti in agenda, e dopo la donna sulla quale stava mettendo le mani l’odontotecnico nel momento in cui siamo intervenuti, ci sarebbe stato un altro paziente. Le indagini sono ancora in corso comunque, ma stimiamo un numero di clienti tra i 50 e i 100. L’aspetto su cui facevano leva erano costi di intervento molto più blandi rispetto a quelli di mercato» spiegano il luogotenente del Norm di Casale Vincenzo Bonifacio e il comandante Azzone. Tra l’altro, l’uomo e la donna denunciati erano già noti ai Carabinieri per questo tipo di attività abusive negli anni ‘90.
Il sequestro di locali e materiale tecnico
Grazie all’ausilio dei tecnici del Nas di Alessandria, sono state eseguite le verifiche di rito all’ambulatorio, che è stato sottoposto a sequestro preventivo. Il provvedimento ha riguardato i locali e tutte le attrezzature, i macchinari odontoiatrici e i farmaci rinvenuti all’interno della struttura, per impedire la prosecuzione dell’attività abusiva e consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici da parte degli inquirenti, attualmente ancora in corso. L’operazione condotta dai Carabinieri si inserisce in un più ampio e rigoroso piano di monitoraggio volto a garantire il rispetto delle norme che regolano le professioni sanitarie.
«Avvalersi sempre di figure professionali»
«L’appello che facciamo ai cittadini» – ha concluso così nel punto stampa il capitano Azzone – «è di avvalersi sempre di figure professionali e di diffidare di prestazioni mediche svolte a prezzi troppo bassi. In questo caso non abbiamo ricevuto denunce di lesioni, ma in situazioni di questo genere è facile incappare in lesioni o in somministrazioni mediche errate che possono mettere a rischio l’integrità fisica degli utenti».
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