Meno centro storico, più natura: la nuova geografia delle vacanze degli italiani

Negli ultimi anni è cambiato anche il modo in cui gli italiani cercano le proprie vacanze online. Se prima tra le parole chiave più frequenti comparivano “appartamento in centro storico” o “vicino ai monumenti”, oggi crescono ricerche come “casolare con piscina”, “rustico vista collina” o “borgo con degustazione”. Un chiaro segnale di una trasformazione più ampia nelle scelte di viaggio: sempre meno città affollate e sempre più esperienze immerse nella natura. Il cambiamento non è solo una percezione. I dati del Ministero del Turismo mostrano che nel 2025 i piccoli comuni italiani hanno registrato un aumento delle presenze del +6,85% e degli arrivi del +7,86% rispetto al 2024, confermando la crescente attrattività dei borghi e delle aree interne. La crescita dei flussi turistici verso le aree interne è ormai al centro del dibattito istituzionale sul futuro del settore. Durante il Forum Internazionale del Turismo, la ministra Daniela Santanchè ha sottolineato l’importanza di valorizzare i piccoli comuni come leva strategica per sostenere lo sviluppo del turismo italiano, puntando su territori ricchi di patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico. In questo contesto si inserisce anche la crescita del turismo diffuso, che sta trasformando molte destinazioni minori in mete sempre più richieste dai viaggiatori italiani.
Se per anni il turismo rurale ha fatto leva soprattutto sulla destinazione – il nome del borgo, il paesaggio e la storia – oggi il mercato degli affitti brevi ha cambiato le dinamiche della domanda. Non basta più trovarsi in un luogo suggestivo: ciò che distingue una struttura che si prenota con mesi di anticipo da una che fatica a emergere è l’esperienza complessiva offerta agli ospiti. “In un mercato sempre più affollato e standardizzato, la cura del cliente e l’attenzione ai dettagli rappresentano un fattore decisivo,” osserva Nicolas Verderosa, ceo di Ruralis, realtà attiva nello sviluppo del turismo diffuso nei piccoli comuni italiani. “Analizzando le strutture con più prenotazioni emerge che non sono necessariamente le più grandi o le più costose, ma quelle che riescono a offrire qualcosa di distintivo e coerente con le aspettative del viaggiatore contemporaneo”.
Tra gli elementi che stanno diventando veri e propri indicatori di scelta spiccano gli spazi dedicati al benessere. Piscina, idromassaggio o sauna rappresentano oggi un valore aggiunto importante, capace di ampliare la stagionalità delle strutture e di attirare un pubblico disposto a investire su comfort e privacy. Allo stesso tempo cresce l’interesse per le esperienze legate al territorio e alla proprietà: visitare un vigneto, partecipare alla raccolta delle olive, scoprire una cantina di famiglia o prendere parte a una degustazione. In questi casi il soggiorno non si limita all’alloggio ma diventa un ricordo personale, difficile da replicare altrove. Anche l’identità estetica delle strutture gioca un ruolo crescente. Casolari in pietra, travi a vista, scorci panoramici e arredi curati contribuiscono a costruire un immaginario che si traduce spesso in condivisioni sui social e recensioni positive. A questi elementi si aggiungono standard ormai imprescindibili per chi opera nel settore dell’ospitalità: connessione Wi-Fi affidabile, pulizia impeccabile, kit di cortesia sostenibili e un’attenzione costante ai dettagli dell’accoglienza.
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