“Margherita non ha diffamato i suoi avvocati” – Forlì24ore.it

Sotto esame al Tribunale di Rimini alcuni passi del volume di Moncalvo “Agnelli Coltelli” – Ma per i giudici è solo diritto di critica
Il giudice Raffaele Deflorio del tribunale di Rimini ha disposto l’archiviazione della querela presentata dall’avvocato Luigi Emanuele Gamna contro il giornalista Luigi Moncalvo e Margherita Agnelli, figlia dell’Avvocato Gianni Agnelli e madre dei fratelli Elkann. È stata respinta l’opposizione, presentata dai legali di Gamna, alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura del capoluogo romagnolo. La vicenda riguardava presunti contenuti diffamatori contenuti nel libro ‘Agnelli coltelli’, pubblicato nel 2022 dall’editore Vallecchi, in cui si raccontano le vicende legate alla lunga disputa ereditaria all’interno della famiglia Agnelli. Secondo il giudice Deflorio, i passaggi contestati dal querelante “rientrano nell’esercizio del diritto di critica e non contengono espressioni gratuitamente offensive, risultando inseriti nel contesto del dibattito pubblico e giudiziario sulla successione di Gianni Agnelli”. In sostanza, avere criticato (sia pure con un’espressione oggettivamente molto forte) l’operato dei suoi legali non configura automaticamente la lesione alla reputazione.
Nel libro Margherita Agnelli, aiutata da Gigi Moncalvo, aveva raccontato di avere avuto il sospetto che i suoi legali, nella battaglia per l’eredità, avessero “lavorato per la controparte”. Affermazioni che avevano fatto imbufalire evidentemente l’avvocato Gamna, che aveva querelato entrambi per diffamazione a mezzo stampa vedendo gravemente lesa la propria reputazione. La causa è finita al tribunale di Rimini in quanto lì ha sede l’editrice del libro. “Gamna – scrive il giudice Deflorio – sottolineava come alla pagina 12, sempre nella prefazione, Margherita Agnelli, si era lamentata del comportamento dei suoi avvocati che avevano intascato, a titolo di onorario, 25 milioni, facendo capire, a parere dello scrivente, che la frase insinuava che sia lui che il suo collega svizzero avessero fatto gli interessi della controparte e non della sua cliente”. Il legale svizzero si lamentava poi del fatto che Moncalvo, nello stendere il libro “aveva insinuato che i suoi due legali avessero trovato un accordo transattivo, non solo nel suo interesse e che parte del compenso professionale fosse stato pagato loro dalla controparte”. In realtà, la battaglia di Margherita contro i suoi legali non le aveva portato nulla, in quanto l’accordo per la successione non era stato poi invalidato. E Gamna, che da parte sua ha sempre sostenuto di non avere mai toccato quel denaro, era stato però condannato per evasione fiscale in Svizzera, poiché quel compenso non aveva trovato alcun giustificativo fiscale.
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