preghiera nel segno della pace

In occasione della venerazione delle spoglie mortali di San Francesco, in corso in questi giorni ad Assisi e in programma fino al 22 marzo, il cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana e l’ambasciatore ucraino Andrii Yurash si sono incontrati per una preghiera condivisa nel segno della pace.
Nella chiesa superiore della Basilica di San Francesco, la solenne celebrazione eucaristica per implorare il dono della pace in Ucraina. L’iniziativa è stata organizzata dall’Ambasciata d’Ucraina presso la Santa Sede a quattro anni dall’inizio della guerra nel Paese. Alla celebrazione hanno preso parte anche 70 pellegrini della comunità ucraina in Italia.
“Attraverso questa preghiera corale arricchita dalla presenza di numerosi sacerdoti ucraini e di tante persone giunte da quella terra ferita, mettiamo nelle mani del Signore l’intera umanità. Per l’intercessione di san Francesco, affidiamo a Dio la complessa situazione che stiamo attraversando a livello globale, implorando la pace non solo per l’Ucraina, ma per ogni luogo segnato dalla discordia” è quanto dichiarato da fra Marco Moroni, OFMConv, Custode del Sacro Convento, in apertura di celebrazione.
“In questi giorni straordinari abbiamo vissuto momenti di profonda partecipazione, durante i quali innumerevoli uomini e donne hanno potuto incontrare lo spirito di frate Francesco, trovando in lui una fonte inesauribile di luce e di speranza in un’epoca così difficile per il nostro mondo. San Francesco ci prende per mano e ci aiuta a guardare la realtà con occhi autenticamente cristiani, invitandoci a essere fratelli che vanno incontro ad altri fratelli, proprio come siamo chiamati a vivere ogni giorno” ha affermato il cardinal Zuppi che, in merito ai conflitti, ha sottolineato che: “Ogni guerra è fratricida. Qui impariamo la via della misericordia e della gioia: san Francesco continua a parlare, non perché offra soluzioni tecniche, ma la sua vita indica la sorgente autentica della pace. Per tutti noi chiediamo l’aiuto a costruire un tavolo di dialogo che sia tale, convincente, sicuro e garantisca un’architettura di pace con diritti e doveri”.
Nel suo intervento l’ambasciatore ucraino ha ricordato che “Durante questa preghiera comprendiamo intimamente la grandezza del momento che stiamo vivendo. Avere la possibilità di parlare con Dio dal profondo dei nostri cuori, accompagnati dall’aiuto spirituale di san Francesco, rappresenta un dono di inestimabile valore. In questo luogo, riceviamo la sua incrollabile testimonianza di armonia e di amore divino per tutta l’umanità”. Andrii Yurash ha affermato come “Questi incontri ci insegnano che una pace giusta e autentica non è un traguardo irrealistico. Con la benedizione di san Francesco, simbolo eterno di amore tra i popoli, le nostre intenzioni possono diventare realtà. Oggi condividiamo desideri nobili e al tempo stesso semplici: pregare e sognare la pace ci chiama anche a lavorare concretamente per realizzarla”.
Al termine della celebrazione, la delegazione ucraina ha donato al card. Zuppi e a fra Marco Moroni due quadri dell’artista Petrice Svitlana Dudenko.
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