Samsung vuole batterie da 18.000 mAh per smartphone carichi per 3 giorni
L’idea di uno smartphone da ricaricare ogni due o tre giorni non appartiene più solo alla fantasia: i nuovi test sulle batterie al silicio-carbonio di Samsung SDI vanno esattamente in questa direzione, almeno sulla carta.
Dai documenti tecnici trapelati emerge però un quadro più complesso: le nuove batterie da 12.000mAh e 18.000mAh promettono autonomia enorme, ma mostrano ancora limiti importanti in termini di durata nel tempo e di ingombro fisico.
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Cosa rivelano i test sulle nuove batterie Samsung
I report interni parlano di tre batterie al silicio-carbonio: 12.000mAh, 18.000mAh e 20.000mAh. Per la versione da 20.000mAh non compaiono ancora dati concreti, mentre per le altre due emergono dettagli su cicli di ricarica, spessore e progettazione interna.
Sia la batteria da 12.000mAh sia quella da 18.000mAh hanno mostrato problemi di affidabilità: i test indicano un cedimento dopo 960 cicli di ricarica, un valore inferiore all’obiettivo fissato da Samsung SDI, che punta a circa 1.500 cicli. Per confronto, una batteria che regge 1.500 cicli con calo contenuto di capacità copre tranquillamente diversi anni di utilizzo quotidiano.
La batteria da 12.000mAh (codice SDI-DC12K-SiC-V2) adotta una struttura a due celle: una cella da 6.800mAh spessa 4,7mm e una da 5.200mAh spessa 3,2mm. L’obiettivo è mantenere lo spessore totale sotto 9,3mm, ma in 2 prototipi su 7 la pila di celle è risultata più spessa del previsto.
La batteria da 18.000mAh (codice SDI-TC18K-SiC) utilizza invece tre celle: una da 6.699mAh spessa 4,2mm, una da 6.000mAh spessa 3,9mm e una da 5.257mAh spessa 3,28mm. Il target di spessore complessivo è intorno a 12,3mm, ma gli strati di interfaccia termica tra le celle hanno portato i campioni di test a circa 12,8mm.
Nei commenti tecnici Samsung SDI indica la necessità di ridisegnare gli strati tra le celle e di ottimizzare il modo in cui vengono impilate, oltre a intervenire sul firmware di gestione della batteria. In pratica, non basta avere celle capienti: serve controllare meglio calore, bilanciamento e usura nel tempo.
Autonomia stimata e possibili utilizzi reali
Per la batteria da 12.000mAh, i documenti parlano di una previsione di 20-25 ore di schermo acceso su uno smartphone collegato in 4G e Wi-Fi. Questo pacco è descritto come orientato soprattutto alla stabilità, quindi con priorità a comportamento prevedibile e sicurezza rispetto al puro record di capacità.
La batteria da 18.000mAh viene invece presentata come soluzione focalizzata su capacità elevata e resistenza nel lungo periodo, almeno negli obiettivi di progetto. Al momento però i 960 cicli raggiunti nei test mostrano che c’è ancora distanza rispetto al traguardo dei 1.500 cicli.
Un dettaglio interessante riguarda le singole celle sottili: una cella da 6.800mAh spessa 4,7mm o quella da 6.699mAh spessa 4,2mm potrebbero teoricamente adattarsi a un top di gamma tradizionale, offrendo molta più capacità rispetto alle batterie attuali, senza arrivare agli spessori estremi dei pacchi multi-cella da 12.000 o 18.000mAh.
Anche i pieghevoli rappresentano un candidato naturale: dispositivi che soffrono molto i vincoli di spazio trarrebbero vantaggio da celle più sottili e con maggiore capacità, ma qui la gestione del calore e della durata nel tempo diventa ancora più delicata.
Nel complesso, questi leak mostrano una tecnologia promettente ma ancora in fase di messa a punto: la corsa non riguarda solo quanti mAh riusciranno a fare entrare in uno smartphone, ma come farli durare anni senza compromettere sicurezza, spessore e comfort d’uso. E sappiamo benissimo che sul tema batterie Samsung si è già “scottata” in passato, al punto da voler senz’altro evitare eventuali azzardi.
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