Abruzzo

anche a Chieti la mobilitazione di Libera per i beni confiscati alle mafie


Tre giorni di mobilitazione in tutta Italia per difendere e rafforzare la legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Dal 6 all’8 marzo l’associazione Libera promuove l’iniziativa “109 piazze per la legge 109”, con oltre 150 appuntamenti tra banchetti informativi, raccolte firme, visite ai beni confiscati e momenti di sensibilizzazione.

La mobilitazione cade nel trentesimo anniversario della legge 109 del 1996, approvata dopo una campagna nazionale che raccolse oltre un milione di firme su impulso della stessa Libera. La norma ha introdotto la possibilità di destinare a fini sociali i beni sottratti alle mafie.

In occasione della tre giorni l’associazione lancia anche la campagna “Diamo linfa al bene”, con una richiesta concreta: destinare il 2% del Fondo unico giustizia al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. L’obiettivo è garantire risorse economiche per rendere questi spazi rapidamente operativi e restituirli alle comunità.

Anche l’Abruzzo partecipa all’iniziativa. Dopo alcune attività di sensibilizzazione nelle sedi universitarie di Teramo e Avezzano promosse dal presidio universitario “Vittorio Maglione”, sabato 7 marzo saranno allestiti banchetti per la raccolta firme anche in provincia di Chieti. A Chieti l’appuntamento è in largo Martiri della Libertà con il presidio “Attilio Romanò”, mentre a Sulmona l’iniziativa si svolgerà in piazza del Carmine con il presidio “Ambrogio Mauri”.

Secondo i dati presentati da Libera nel report “Raccontiamo il bene”, in Abruzzo sono otto i soggetti impegnati nella gestione di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata in altrettanti comuni. Si tratta di associazioni, cooperative sociali, Ats e anche una scuola, realtà che utilizzano questi spazi per attività sociali, culturali, educative e di welfare.

Cinque delle esperienze censite sono legate direttamente ai servizi sociali per la comunità, mentre altre si occupano di promozione culturale, turismo sostenibile e attività agricole.

Nel complesso, secondo gli ultimi dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati aggiornati a febbraio 2026, in Abruzzo sono 156 i beni immobili confiscati e già destinati, mentre oltre 250 risultano ancora in gestione e in attesa di essere assegnati. Sul fronte delle aziende, due sono state confiscate e destinate mentre 29 risultano ancora in gestione.

«Dietro questi numeri – commenta Federica Marinucci di Libera Abruzzo – ci sono storie di associazioni e cooperative che hanno trasformato luoghi di malaffare in spazi di valore educativo e sociale. È un impegno che rafforza il tessuto delle comunità e rappresenta un modello anche a livello europeo».

Proprio per sostenere queste esperienze, Libera chiede che una quota del Fondo unico giustizia venga destinata ogni anno ai territori, così da completare il percorso di restituzione alla collettività anche dal punto di vista delle risorse economiche.


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