Lazio

Policlinico Umberto I, blitz notturno contro il degrado: 18 persone identificate

Tra i corridoi e le sale d’attesa del grande ospedale romano, quando la notte cala e l’afflusso si riduce, alcuni spazi diventano rifugio di fortuna per chi vive in strada. È proprio in queste ore che è scattato un nuovo intervento delle forze dell’ordine nell’area del Policlinico Umberto I.

Nella notte i Carabinieri della Stazione Roma Macao, affiancati dagli operatori della Sala Operativa Sociale di Roma Capitale, hanno effettuato un controllo nei padiglioni del complesso ospedaliero per contrastare situazioni di degrado e allo stesso tempo offrire assistenza alle persone senza fissa dimora che utilizzano l’ospedale come riparo notturno.

L’intervento è stato organizzato in collaborazione con la direzione dell’azienda ospedaliera, con un duplice obiettivo: ripristinare condizioni di sicurezza e decoro per pazienti e personale sanitario e allo stesso tempo attivare percorsi di supporto per le persone più fragili.

Identificate 18 persone

Durante i controlli all’interno dell’area ospedaliera sono state identificate 18 persone che stazionavano nei padiglioni e nelle zone comuni.

Fondamentale è stato il lavoro degli operatori sociali, che hanno analizzato ogni singola situazione per valutare possibili interventi di assistenza.

Per la maggior parte delle persone intercettate sono stati avviati percorsi di supporto e orientamento verso i centri di accoglienza comunali, con la ricerca di posti letto disponibili e l’inserimento nei programmi di assistenza.

L’obiettivo, spiegano dal Campidoglio, è quello di evitare che sale d’attesa e corridoi dell’ospedale si trasformino in dormitori improvvisati, restituendo piena funzionalità agli spazi sanitari.

Daspo urbano per due uomini

Non tutti, però, hanno accettato l’aiuto proposto.

Due uomini italiani, di 39 e 42 anni, entrambi disoccupati e senza fissa dimora, sono stati sanzionati amministrativamente per la violazione del divieto di stazionamento.

Nei loro confronti i militari hanno disposto l’ordine di allontanamento – il cosiddetto Daspo urbano – accompagnato da una multa di 500 euro, dopo il rifiuto di collaborare con gli operatori sociali e di accettare le sistemazioni alternative offerte durante l’intervento.

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