Marche

Saladini Pilastri, sotto l’intonaco c’è una piccola Sistina dedicata a S. Emidio


ASCOLI Un tesoro infinito, dal punto di vista storico-artistico e culturale, continua a riaffiorare all’interno del maxi-cantiere di Palazzo Saladini Pilastri.

La scoperta

Dopo alcuni ritrovamenti archeologici emersi già all’inizio del 2025, relativi alla fase di scavo e riconducibili all’epoca romana e in parte al ‘500, ma anche a materiale lapideo attribuibile al periodo tra il 1700 e il 1800, a sorprendere tutti gli addetti ai lavori sono ora i bellissimi affreschi che fanno riferimento al ciclo di Sant’Emidio, riemersi da sotto l’intonaco di pareti, soffitti e lunette in un’ampia stanza all’interno dell’immobile, affiancati anche da altri dipinti e decorazioni artistiche che hanno fatto capolino, a seguito della rimozione della carta da parati da parte delle imprese aggiudicatarie, Travaglini e Gaspari, in altri quattro locali dell’immobile.

I sopralluoghi

Una serie di scoperte che, dal punto di vista storico e artistico, sono state subito attenzionate dall’Arengo, con il sindaco Marco Fioravanti e l’assessore ai lavori pubblici Marco Cardinelli con specifici sopralluoghi, così come dalla Soprintendenza che ha sempre garantito e continua a garantire un costante monitoraggio proprio alla luce della presenza di diversi reperti e opere di interesse, anche per valutarne caratteristiche. Quel che è certo è che, se è vero che questi ritrovamenti hanno inevitabilmente causato un rallentamento dei lavori di riqualificazione (ma si prevede di a riallinearsi alla tempistica), al tempo stesso le opere rinvenute garantiranno sicuramente un valore aggiunto allo storico palazzo. «Il ritrovamento di un ciclo di affreschi con scene della vita di Sant’Emidio – commenta Alessandro Biella, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza di Ascoli – è una scoperta tanto inaspettata quanto di grande importanza. Un ritrovamento che arricchisce la comprensione della storia di questo edificio e accresce ulteriormente la rilevanza del progetto di recupero e restituzione alla cittadinanza».

La Soprintendenza

«Il ritrovamento – prosegue Biella – è avvenuto in un ambiente ammezzato contiguo alla chiesa del palazzo, che mostrava già sul soffitto un affresco con il santo in gloria, ma che grazie alle indagini dei restauratori sugli intonaci delle pareti si è rivelato molto più ricco e articolato di quanto si pensasse. Il ciclo è in questo momento sottoposto a restauro conservativo, in accordo con la Soprintendenza, ma si presenta in condizioni di conservazione discrete e totalmente recuperabili». Questi ultimi ritrovamenti artistici avvenuti durante i lavori in corso a Palazzo Saladini Pilastri per la riqualificazione e valorizzazione dello storico edificio, hanno riguardato di fatto 5 locali. Innanzitutto, in un’ampia stanza di circa 80 metri quadrati, andando a rimuovere l’intonaco, è stata rinvenuta tutta una serie di affreschi su pareti, lunette e anche sul soffitto, tanto da dare, ovviamente con le dovute proporzioni, una sorta di effetto-Cappella sistina.

La possibile datazione

Stando alle prime valutazioni dopo aver visto le opere, il professor Stefano Papetti (direttore dei musei civici) ipotizza una possibile datazione agli inizi del 700, ovvero in coincidenza con il rifiorire del culto per Sant’Emidio dopo il terremoto del 1703. Ma non finisce qui, perché altre opere pittoriche e decorazioni artistiche sono riaffiorate in altre quattro stanze del palazzo, in questo caso sul fronte verso corso Mazzini, quando gli operai al lavoro hanno iniziato a rimuovere la carta da parati presente sulle pareti. E, chiaramente, man mano che si procederà con la rimozione totale, riaffioreranno altri affreschi.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »