Aumenta il prezzo di benzina e gasolio: il governo attiva controlli contro le speculazioni | isNews
Il ministro Urso annuncia un piano operativo di intervento della Guardia di Finanza per contrastare eventuali rincari ingiustificati
ROMA. “Il prezzo medio dei carburanti in Italia resta sotto i 2 euro al litro, lontano dai picchi del 2022 registrati dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Tuttavia il governo ha rafforzato il monitoraggio lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per prevenire possibili speculazioni legate alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al termine delle riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi.
Il ministro ha spiegato di aver concordato con il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti un piano operativo di intervento della Guardia di Finanza per contrastare eventuali rincari ingiustificati. Al momento, ha precisato, sulla rete dei distributori non risultano fenomeni speculativi diffusi: una ventina di casi segnalati dal Garante dei prezzi (“Mister Prezzi”) sono già all’esame delle Fiamme Gialle. L’attenzione si concentra ora soprattutto sui passaggi a monte della filiera.
Negli ultimi giorni, però, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono salite: rispetto al 27 febbraio, +10 centesimi al litro per la benzina e +26 centesimi per il gasolio. Al 6 marzo il prezzo medio nazionale self service è pari a 1,76 euro al litro per la benzina e 1,91 euro per il gasolio, con aumenti rispettivamente di 9,2 e 18,9 centesimi. Le principali compagnie petrolifere hanno inoltre aggiornato al rialzo i listini consigliati già nei primi giorni di marzo, nonostante non si registrino al momento reali carenze di prodotto sul mercato.
Per garantire trasparenza e tutela dei consumatori, la Commissione di allerta rapida sui prezzi continuerà a riunirsi con cadenza settimanale fino al superamento della fase di incertezza. Quanto agli effetti delle tensioni in Medio Oriente su inflazione e prodotti agroalimentari, i dati disponibili non indicano per ora impatti generalizzati, anche se il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane.
“Gli interventi – spiega in una nota la Guardia di Finanza – saranno finalizzati, da un lato, a verificare l’osservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo, dall’altro, ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.
Al contempo, tenuto conto che rapide oscillazioni dei prezzi al consumo possono alimentare il rischio di maggior ricorso a canali illeciti di approvvigionamento, sarà intensificato il controllo economico del territorio al fine di far emergere eventuali condotte di evasione o di frode, realizzate attraverso l’immissione in consumo di prodotti energetici sottratti al regime impositivo, la falsa classificazione merceologica dei carburanti e la irregolarità nella circolazione e tracciabilità dei prodotti”.
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