scatta la condanna per il capitano
ANCONA Una battuta di pesca sfociata in tragedia. Era la mattina del 27 giugno 2022 quando perse la vita Lauro Mancini, 57enne anconetano, motorista e armatore della vongolare Emilia, affondata a poca distanza dalla raffineria Api di Falconara. Per quel dramma che vide il 57enne rimanere intrappolato nella plancia di comando, è stato condannato il capitano dell’imbarcazione. Ieri la sentenza è stata emessa dal gup Alberto Pallucchini: otto mesi, pena, sospesa, per il 61enne residente a Senigallia.
Il rito
Si procedeva con il rito abbreviato, così come chiesto dal difensore, l’avvocato Corrado Canafoglia.
La procura aveva chiesto una condanna a 18 mesi per i due reati contestati (e comunque riconosciuti): omicidio colposo e pesca in acque vietate. Un’accusa, quest’ultima, che fa riferimento a un articolo del Codice della Navigazione.
Proprio il fondale inadatto alla pesca dei molluschi bivalvi avrebbe contribuito in maniera determinante alla morte di Mancini. È al largo della raffineria Api che s’era consumato il dramma alle prime luci dell’alba, in un punto dove erano presenti vari manufatti sul fondo. La vongolara Emilia era partita dal porto del Mandracchio, dove faceva base come gli altri pescherecci di quel tipo.
Stando a quanto ricostruito, il natante si era ribaltato a causa della trazione generata dalle braghe dell’attrezzo da pesca, che si era impigliato nelle sporgenze metalliche di un manufatto in cemento presente sul fondale marino. Il verricello avrebbe continuato a tirare. Mancini, che si trovava nella cabina di comando, si sarebbe accorto del problema, ma qualcosa è andato storto nelle operazioni successive: l’imbarcazione aveva iniziato a piegarsi da un lato per poi ribaltarsi in mare. Il tutto nel giro di una manciata di secondi. Il comandante era riuscito a salvarsi, il 57enne no.
La difesa
Per la difesa, l’incidente sarebbe frutto di una corresponsabilità tra l’armatore e il comandante. Non solo per la scelta del sito dove pescare, ma anche perché al momento della braga impigliata, c’era il 57enne nella cabina di comando a dirigere le operazioni. Una battuta terminata fatalmente con lo sbandamento della barca e il successivo affondamento.




