Scienza e tecnologia

realtà o solo una trovata tecnologica?

Le discussioni della community sui controller futuristici e le memorie GDDR7 che ci aspettiamo da PlayStation 6 s’accompagnano alle riflessioni in merito all’ultima tecnologia descritta da Sony in un brevetto depositato a inizio febbraio.

Il colosso hi-tech giapponese ha infatti ideato un sistema che potrebbe permettere agli sviluppatori del futuro di abbattere il quantitativo di dati da installare su SSD per eseguire i loro videogiochi su console come PS5 e, appunto, PlayStation 6.

La tecnologia elaborata dagli ingegneri di Sony opera su più livelli, con file di installazione dinamici che riducono idealmente lo spazio occupato su SSD da 100 GB a soli 100 MB. Il diagramma esplicativo presente nella documentazione allegata al nuovo brevetto di Sony descrive in maniera sintetica il funzionamento di questo nuovo processo di installazione.

Il primo ‘layer di installazione’ prevede il download del solo codice eseguibile dell’applicazione (da qui le dimensioni irrisorie di 100 MB): una volta avviato il gioco, gli utenti dovrebbero quindi scaricare progressivamente tutti gli altri dati seguendo un ordine che prevede, in successione, l’installazione dei dati basilari del videogioco, degli asset principali e della versione in alta risoluzione degli asset grafici. Gli ultimi due step della tecnologia ideata da Sony dovrebbero fare da ponte tra gli altri layer e garantire da un lato un utilizzo efficiente della memoria, e dall’altro offrire un’esperienza di gioco fluida e responsiva.

Si tratta perciò di un sistema ibrido cloud/locale che non nasce per soppiantare gli attuali metodi di installazione dei videogiochi su PC e console, ma di una tecnologia che possa offrire agli utenti un’opzione per installare velocemente i titoli presenti su PlayStation Store senza dover ricorrere necessariamente al cloud gaming ed evitare i lunghi tempi d’attesa per l’installazione dei giochi più ‘pesanti’. Il download progressivo dei file di installazione avrebbe un ulteriore vantaggio rispetto al game streaming, ovvero la riduzione significativa della latenza.
Il brevetto di Sony, ad ogni modo, non fornisce chiarimenti sui potenziali svantaggi rappresentati da una tecnologia che si appoggia all’infrastruttura di rete preesistente (con tutte le sue limitazioni) e che, pur consentendo l’avvio immediato di un gioco in locale, potrebbe causare glitch, problemi grafici o altri errori in caso di ritardi nel processo di download dei restanti file richiesti per avviare correttamente i titoli PS5 e PS6 che dovrebbero adottare questo sistema. Sapevate che forse PlayStation 6 avrà un’architettura RDNA 5 ibrida?


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