Marche

«Gli ho chiesto di alzarsi i pantaloni per entrare nel bus, mi ha colpito con un pugno»

MACERATA Prima il pugno all’autista del bus, poi le spinte ai carabinieri e un vetro dell’auto dell’Arma mandato in frantumi. Il giudice Andrea Belli ha convalidato l’arresto del 48enne di Loro Piceno, disponendo l’obbligo di dimora nel suo comune di residenza. Le manette ai polsi dell’uomo erano scattate per i reati di violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. È successo tutto lunedì scorso. I militari del Radiomobile della Compagnia di Macerata sono intervenuti in piazza Pizzarello perché l’autore del doppio episodio di violenza, dopo essere salito a bordo di un bus del trasporto extraurbano, ha cominciato a infastidire gli altri passeggeri. L’autista Alfredo Carfagna, 55 anni, dipendente della Sasp, alla guida di un mezzo del circuito Contram Mobilità, lo aveva richiamo a un comportamento più consono. Improvvisamente il 48enne gli ha sferrato un pugno alla nuca. Da qui è scattata la richiesta di aiuto. Sul posto, oltre ai carabinieri, anche i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al conducente.

 

La ricostruzione

I carabinieri, dopo aver rintracciato e identificato l’aggressore a poca distanza, lo hanno accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso. Per evitare che il 48enne tornasse nel luogo in cui si era verificata l’aggressione, con il suo consenso, la pattuglia, a bordo dell’auto di servizio, lo ha accompagnato alla fermata del bus di via Cincinelli. Ma durante il tragitto, improvvisamente, ha dato in escandescenze, mandando in frantumi il vetro di uno sportello posteriore della Gazzella.

 

La concitazione

In queste fasi concitate l’uomo ha spintonato i militari, che comunque, con un’azione rapida, sono riusciti a immobilizzarlo e ammanettarlo per tutelare la sicurezza.

Poi il 48enne di Loro Piceno è stato arrestato e accompagnato nuovamente in caserma per le formalità di rito. Su disposizione del sostituto procuratore Vincenzo Carusi, è stato posto ai domiciliari in attesa dell’udienza in tribunale di ieri mattina. Tutto, come detto, è iniziato dall’aggressione all’autista, avvenuta intorno alle 11 al terminal dei bus, circa dieci minuti prima dell’orario in cui era prevista la partenza della corsa.

«Quando quell’uomo è salito sul bus era in stato confusionale – racconta Carfagna, residente a San Ginesio -. Sul mezzo c’erano anche due donne. Lui si è avvicinato a me dicendomi che doveva scendere per fare pipì. Si è allontanato e poi è rientrato nell’autobus con i pantaloni un po’ abbassati. L’ho invitato a tirarseli su, ma lui, al contrario, li ha abbassati del tutto ed è andato a sedersi. Le altre due passeggere erano sconvolte. Io sono sceso dal mezzo per chiamare i carabinieri senza farmi sentire: lui mi ha seguito e mi ha colpito sferrandomi un pugno alla testa. Ho sentito un forte dolore. Infine, in attesa della pattuglia, sono tornato nel bus e mi sono chiuso dentro per evitare che potesse entrare di nuovo. Quell’uomo era una furia, ha iniziato a insultarmi e minacciarmi».

L’aggressore è difeso dall’avvocato Narciso Ricotta: «Il mio assistito è dispiaciuto per l’accaduto – afferma il legale -. È malato psichiatrico e per questa patologia è in carico al Dipartimento di salute mentale. In alcuni casi di acuzie si possono verificare comportamenti aggressivi». Il giudice, come detto, ha disposto l’obbligo di dimora a Loro Piceno. Il processo per direttissima è stato rinviato al 14 aprile. Il difensore ha annunciato che porterà in aula la documentazione per dimostrare la patologia dell’imputato e valuterà riti alternativi.




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