Basilicata

Volantini brutali e sessisti all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza

Centinaia di volantini sessisti e dai contenuti diffamatori e brutali lanciati nei pressi del Pronto soccorso dell’Annunziata, netta reazione di condanna della dirigenza dell’ospedale di Cosenza


COSENZA – Centinaia di volantini diffamatori sono stati lanciati nell’area esterna del Pronto soccorso dell’azienda ospedaliera di Cosenza questa mattina, 28 febbraio 2026. Volantini brutali con su scritte frasi sessiste e dettagli molto presunti sulla vita privata di tre dipendenti molto noti all’interno dei corridoi dell’Annunziata.

Riferimenti sessuali per nulla allusivi, voci di corridoio nei confronti di due donne e un uomo, violenza verbale esplicita. Su tutto questo la dirigenza ospedaliera non intende voltarsi dall’altra parte. Il direttore generale Vitaliano De Salazar, raggiunto dal Quotidiano, ha ribadito che sarà presentata una denuncia nelle prossime ore. «In ogni caso – ha detto – lunedì andrò di persona dalle forze dell’ordine». L’identificazione potrebbe essere relativamente semplice, l’intera area del pronto soccorso, anche all’esterno, ha delle telecamere di sicurezza. Quello che si sa, per ora, è che a lanciare i volantini sarebbe stata una persona a bordo di un’auto bianca. «Una situazione mai vista – ribadisce De Salazar – una cosa sulla quale credo che l’intera città di Cosenza debba prendere una posizione, alzare la testa. Questioni del genere sono inaccettabili».

La reazione dell’intera Azienda ospedaliera è netta. Con un messaggio rivolto alla cittadinanza «la direzione strategica, il collegio di direzione e l’intera comunità dell’ospedale Annunziata condannano con fermezza e senza ambiguità il vile gesto – si legge in premessa – Si tratta di un atto ignobile, un atto di violenza sessista che colpisce la dignità di tutte le donne e non solo di quelle prese a bersaglio».

VOLANTINI SESSISTI LANCIATI DAVANTI IL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE DI COSENZA

Nei volantini la vita privata delle due professioniste viene condita da allusioni sessuali e insulti veri e propri, mettendo in mezzo anche un terzo dipendente dell’Azienda ospedaliera.
Per l’Ao «questo tipo di azioni non sono semplici provocazioni: sono intimidazioni, violenza privata e aggressione pubblica, delle quali gli autori risponderanno davanti all’autorità giudiziaria penale». E infatti, più che un provocatore «chi ha prodotto e diffuso materiale – continua la direzione aziendale – deve essere chiamato per nome: violento, codardo, persecutore».

L’appello è rivolto a tutta la cittadinanza. «Cosenza, alza la testa. Noi stiamo dalla parte delle donne. Con loro, Accanto a loro. Contro chi ha pensato di poterle esporre alla gogna. Non resteremo in silenzio e inermi, ma ci attiveremo affinché l’Autorità giudiziaria possa, in breve tempo, fare piena luce su quanto accaduto. L’Annunziata sceglie il rispetto, sceglie la legalità, sceglie di difendere sempre la dignità ancor più se, in pericolo, è quella delle donne. Ogni forma di violenza sessista, fisica o simbolica, è incompatibile con i valori di un’Istituzione Pubblica e con la missione stessa di luogo di cura».


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