«Sponsorizza sui social la sua attività da privato». Dopo il video il centrosinistra chiede la rimozione del numero 1 di Ginecologia di Pesaro e Fano

PESARO Se basta un video a scatenare un polverone. A Pesaro l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda un filmato con protagonista Claudio Cicoli, direttore dell’Unità di Ostetricia e Ginecologia degli ospedali ‘Santa Croce’ di Fano e ‘San Salvatore’ del capoluogo. La ‘colpa’ di Cicoli? Promuovere i propri servizi da libero professionista che saranno a disposizione degli utenti a partire da oggi presso il Centro Medico Arcadia di Fano.
L’attacco
Spara ad alzo zero la maggioranza di centrosinistra che a Pesaro sostiene la Giunta Biancani: «Uno scandalo che travalica i confini della deontologia per diventare un caso politico di gravità inaudita. È inaccettabile che il dottor Claudio Cicoli si presti a pubblicizzare apertamente strutture mediche private a pagamento. Oltre il limite della decenza: un tradimento al servizio pubblico. Cosa diavolo sta succedendo se un medico, punto di riferimento di un’intera regione e dirigente di una struttura complessa, si mette a fare da testimonial per il privato? Il messaggio inviato ai cittadini è devastante e sancisce il superamento di ogni limite di decenza». Firmato Pd, Lista Biancani Sindaco, Una Città in Comune, Forza Pesaro, Avs, M5S e lista ‘Il Faro’, che chiedono l’immediata rimozione del primario.
La replica
Il messaggio del centrosinistra ha per destinatari il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Territoriale 1, Alberto Carelli. Cicoli ne ha per tutti, a iniziare dal sindaco di Pesaro Andrea Biancani: «Nel giro di un anno, è la seconda volta che mi attacca a livello personale. Non vorrei che dietro ci siano altre motivazioni…», per poi precisare: «Io svolgo delle prestazioni extramoenia, ovvero posso ricoprire incarichi dirigenziali in un ospedale pubblico e al tempo stesso anche offrire la mia professionalità in ambito privato». Biancani e Carelli, interpellati, al momento preferiscono prendere tempo prima di rilasciare eventuali commenti. A difesa di Cicoli ecco il consigliere regionale della Lega, Nicolò Pierini: «Se il Partito democratico e i gruppi di maggioranza hanno qualcosa da ridire, abbiano il coraggio di attaccare il sistema normativo, non il singolo medico. Perché quel sistema nasce con la riforma Bindi, una riforma voluta dal centrosinistra, che ha strutturato il rapporto tra pubblico e privato accreditato e ha disciplinato la libera professione dei medici del Servizio sanitario nazionale».
Il video rimosso
«Nelle Marche – prosegue il leghista Pierini – quel modello è cresciuto proprio negli anni di governo del centrosinistra, durante l’epoca Ceriscioli, quando la sanità privata è stata sostenuta e potenziata e quando esponenti che oggi gridano allo scandalo, come Biancani, facevano parte della maggioranza che governava la Regione”. La maggioranza che governa Pesaro invoca la rimozione di Cicoli dal ruolo di Primario. Al momento, l’unica rimozione arrivata è quella del video ‘incriminato’ dai social del Centro Medico Arcadia.




