Giudice Ercolini trovata morta a Pesaro, 8 ore di confronto ma è stato solo il primo round in aula. Dal medico legale dossier di 450 pagine sulla seconda autopsia

PESARO Dalle 9.30 alle 17.30: tanto è durato l’incidente probatorio per la seconda autopsia sulle cause della morte della giudice Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua casa il 26 dicembre del 2022 con un foulard annodato alla gola e alla ringhiera della scala interna del suo appartamento. Un suicidio per gli inquirenti che intervennero dopo l’allarme dato dai familiari, un suicidio a cui Carmela Fusco, la madre della 51enne magistrata originaria di Campobasso e che al momento della morte prestava servizio alla Corte d’Appello d’Ancona, non ha mai creduto e che, dopo la presentazione di un esposto nel 2023, ha portato a delle nuove indagini tuttora aperte con ulteriori accertamenti tecnici e medico-legali.
L’ultimo atto
Indagini il cui ultimo atto, per ora, si riassumono nelle otto ore di teso confronto ieri davanti al gip dell’Aquila, Marco Billi. Un’udienza iniziata con l’audizione di Vittorio Fineschi, il medico legale, luminare nel suo campo, incaricato del secondo esame autoptico dalla Procura dell’Aquila, competente per i casi che coinvolgono magistrati marchigiani, e che ha prodotto una poderosa relazione di 450 pagine che condensano otto mesi di lavoro,ctenendo conto che l’autopsia è stata eseguita lo scorso 21 giugno e i risultati sono stati depositati l’11 febbraio.
Il contraddittorio
A seguire, sono stati ascoltati gli altri componenti del collegio peritale e i consulenti di parte, in un serrato contraddittorio e non senza dei momenti accesi tra gli esperti. Al centro dell’incidente probatorio ieri c’è stata la ricostruzione delle condizioni del corpo della donna. Ma si è trattato del primo round. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 9 marzo. In quell’occasione, il giudice ascolterà la relazione del Ris di Roma, che lo scorso ottobre ha effettuato ulteriori accertamenti nell’appartamento di Pesaro per ricostruire la scena del ritrovamento della giudice, secondo quanto riferito dal marito e dal figlio, all’epoca minorenne. La nuova inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Roberta D’Avolio, ha portato al momento sotto indagine il marito della magistrata, insieme al medico legale che eseguì la prima autopsia e ad alcuni appartenenti alle forze dell’ordine.
La riesumazione
In tutto sono sei le persone indagate a vario titolo. Le ipotesi di reato vanno dai maltrattamenti al depistaggio, falsa perizia, falso ideologico, violazione del segreto istruttorio e violazione di atti d’ufficio. Nel frattempo, la salma della giudice – riesumata nel giugno scorso dal cimitero molisano di Riccia – resta al Policlinico Umberto I e sarà restituita alla famiglia solo al termine dell’incidente probatorio.




