degrado nell’ufficio del Giudice di Pace di Bari
Scale che si sbriciolano, pioggia nelle stanze, secchi come elementi di arredo, muffe, ruggine e calcinacci. Gli uffici dei giudici di pace, in viale Europa a Bari, struttura ospitata all’interno di un condominio, sono un paradosso kafkiano del degrado in cui lavora il personale della giustizia. Al centro tra un’inchiesta penale per frode nell’esecuzione del contratto, contestata dal procuratore capo Roberto Rossi a cinque persone per la mancata manutenzione straordinaria dell’immobile, e una complicata gestione condominiale, giudici e personale amministrativo sono da anni costretti a convivere con criticità, ambienti insalubri e crepe nei muri. A cominciare dalla scala di accesso alla struttura, affrontata con coraggio ogni mattina da tutti coloro che lasciano l’auto nel garage riservato, tra escrementi e dissesto. Situazione segnalata all’amministratore di condominio, Michelangelo Di Chiaro, e che proprio nei giorni scorsi ha indotto il responsabile per la sicurezza, ingegner Montagna a richiedergli la collocazione di reti di contenimento.
E poi, superato l’androne utilizzato da writer sentimentali di ogni genere, si sfila tra aule utilizzate solo parzialmente, fino a raggiungere una delle due ali, dove si trovano gli uffici amministrativi: stanze ammalorate da muffe e pioggia, stampanti messe fuori uso dall’umidità, polvere e secchi per terra. La causa? Il cedimento di vasconi collocati sul terrazzo condominiale, che avrebbero dovuto contenere piante, ma che con il passare dei decenni, hanno perso tenuta. E poi, più giù, l’archivio nel quale alcune placche al soffitto tamponano il rischio di staticità dell’immobile.
All’interno, dove una volta c’erano attività ora non più consentite, altri faldoni abbandonati e ricoperti di umidità e calcinacci. Una situazione nella quale lavorare è diventata rassegnazione, ma per cui si muovono da tempo i vertici degli uffici giudiziari, il presidente del tribunale Alfonso Orazio Pappalardo e quello della Corte d’appello di Bari, Franco Cassano, Entrambi alla ricerca di una sede alternativa, ancora solo desiderata, in attesa di una lontanissima collocazione nel futuro parco della giustizia.




