Marche

Ancora un sold out per il progetto “Avrò cura di me”. Terzo appuntamento al teatro di P.S.Giorgio il 13 marzo

PORTO SAN GIORGIO – Ancora un sold out al teatro di Porto San Giorgio per il secondo di tre appuntamenti organizzati dalla dottoressa Lucia Zamponi nell’ambito del progetto “Avrò cura di me”. Tre serate dedicate ad altrettanti temi che attengono da vicino alla salute e, nelle specifico, ad alcune patologie spesso frequenti nella popolazione adulta.

Ancora un sold out al teatro di Porto San Giorgio per il secondo di tre appuntamenti organizzati dalla dottoressa Lucia Zamponi nell’ambito del progetto “Avrò cura di me”. Tre serate dedicate ad altrettanti temi che attengono da vicino alla salute e, nelle specifico, ad alcune patologie spesso frequenti nella popolazione adulta. Occasione, come è stato anche rimarcato dai presenti, per conoscere da vicino sintomi, cure, possibilità e prospettive mediche. Una opportunità di confronto tra medici e pazienti dove si abbattono le barriere e si predilige l’incontro e l’ascolto. Nella seconda serata si è discusso delle malattie croniche intestinali IBD e sono intervenuti al salotto la dott.ssa Adele Stangoni delle Cure Primarie, la dott.ssa Simona Piergallini dell’equipe di Gastroenterologia di Fermo, la dott.ssa Federica Calcagnoli e la dott.ssa Lucia Zamponi. Lo spazio musicale è stato curato dal violinista Valentino Alessandrini. Il terzo appuntamento, in programma il 12 marzo, tratterà dei temi legati alla longevità e allo stile di vita con un occhio rivolto alla prevenzione. Il progetto è stato molto apprezzato, così come è piaciuto il format che abbina momenti di svago ad altri in cui si affrontano argomenti utili a tutti, non necessariamente a chi è affetto da una patologia. Perché il primo passo è proprio è rappresentato dalla consapevolezza e dalla prevenzione.

«Questo approccio multidisciplinare è la vera anima della guarigione, del rispetto umano e del paziente» ha commentato una signora  «un progetto meraviglioso, profondo, rispettoso, alternativo e soprattutto umano, un momento di condivisione, di sensibilizzazione, di ascolto ed anche di introspezione. Una grande opportunità di informazione gratuita, diretta, calda ed umana, fatta di parole ascoltate e non lette». La conferma è arrivata da un teatro gremito di persone attente alle spiegazione offerte dalle professioniste sul palco. Ed anche questa volta «abbiamo voluto far comprendere alle persone in modo semplice, leggero e piacevole una delle sindromi più complesse» dichiara la dottoressa Lucia Zamponi.

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