f.q.r. campionati ita. a2 u18 2026 38° trofeo stefano leonardi 2026

Nota – Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ArezzoNotizie
È stato un weekend di quelli che mettono alla prova gambe, testa e cuore. Di quelli che svuotano, ma allo stesso tempo riempiono di orgoglio. Sabato 21 febbraio, al palazzetto di Camaiore, si sono svolte nella prima parte della mattinata le qualificazioni regionali per i Campionati Italiani U18 A2 2026: una tappa cruciale, un passaggio obbligato per chi sogna di salire sul tatami delle finali nazionali di fine marzo a Torino. La competizione è stata intensa, combattuta, emozionante. Ogni incontro è stato una battaglia sportiva vera, giocata fino all’ultimo secondo, senza risparmiarsi. Complimenti sinceri a tutti i ragazzi che hanno scelto di mettersi in gioco, affrontando avversari e paure, con il coraggio di chi insegue un sogno. A scendere in gara sono stati: Amedeo Meacci (-55 kg), Mare Forgione (-55 kg), Tommaso Cipriani Buffoni (-60 kg), Leonardo Banelli (-60 kg), Riccardo Gorini (-66 kg), Iacopo Patrussi (-73 kg), Francesco Melara Vezzosi (-81 kg), Riccardo Bellini (-81 kg) e Melissa Magnanensi (-57 kg). Non per tutti è arrivata la qualificazione. Ma tutti, senza eccezioni, hanno dato tutto. E questa non è una frase fatta: chi era presente ha visto sguardi concentrati, mani tremanti prima di salire sul tatami, e poi determinazione pura. Quando si esce sapendo di non aver lasciato nulla indietro, si è già vinto qualcosa di grande. Hanno conquistato il pass per Torino Amedeo Meacci, Tommaso Cipriani Buffoni, Leonardo Bonelli, Francesco Melara Vezzosi e Riccardo Bellini — che hanno regalato al pubblico una finale di categoria tutta aretina — e infine Melissa Magnanensi. A loro si aggiunge Noemi Accarino, già qualificata di diritto. Un risultato importante, frutto di mesi e mesi di lavoro silenzioso, fatto di allenamenti quotidiani, sacrifici, fatica e costanza. La gara ha fatto sorridere alcuni e piangere altri. C’è chi ha esultato e chi ha dovuto fare i conti con un obiettivo sfumato per un soffio. Fa parte del gioco. Fa male, certo. Ma è proprio lì che si costruisce il carattere di un atleta: nella capacità di rialzarsi, di ripartire, di trasformare una delusione in benzina per il futuro. E le occasioni non mancheranno, a partire proprio dall’appuntamento di Torino per chi è riuscito a staccare il biglietto. Determinante è stato il gruppo. Sempre unito, sempre presente. Pronti a sostenersi, a caricarsi a vicenda, a vivere le vittorie degli altri come proprie e a condividere le sconfitte con lo stesso peso sul cuore. Una vera famiglia. Ed è questo lo spirito che si respira nel Judo OK Arezzo: un ambiente dove si cresce come atleti, ma soprattutto come persone. Centrale, come sempre, il ruolo del tecnico Roberto Busia. Ha creduto fino in fondo in questo obiettivo, lavorando ogni giorno con dedizione e passione. Non solo allenamenti tecnici, ma guida, presenza, esempio. Dietro ogni atleta che sale sul tatami c’è un lavoro invisibile fatto di correzioni, incoraggiamenti, richiami e fiducia. E quando i risultati arrivano, non sono mai casuali. In contemporanea si è svolto anche il 38° Trofeo Stefano Leonardi, riservato alle categorie Esordienti A/B, Junior/Senior e Master. Anche qui gli atleti aretini si sono fatti valere. Tra gli Esordienti B, Magnanensi Alfredo (-38 kg) e Cincinelli Leonardo (-60 kg) hanno conquistato entrambi uno splendido secondo posto, dimostrando personalità e determinazione contro avversari di alto livello. Due medaglie d’argento che pesano, non solo per il risultato, ma per la maturità mostrata in gara. A chiudere la giornata, nella parte finale, Luca Lombardi (-81 kg) ha gareggiato nello stesso trofeo con un obiettivo ben preciso: accumulare punti fondamentali per il conseguimento della cintura nera 2° dan. Missione centrata con un meritato terzo posto, frutto di esperienza, lucidità e voglia di continuare a crescere. A tutti loro vanno i complimenti più sinceri. Per le medaglie, certo. Ma soprattutto per l’impegno, la costanza e il rispetto con cui rappresentano la loro società. Un fine settimana impegnativo, intenso, a tratti durissimo. Ma anche incredibilmente soddisfacente. Perché quando si lavora con serietà, quando si crede nel percorso e si resta uniti, i risultati arrivano. Il viaggio verso Torino è iniziato!
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