Galati, Gri – Drift: Come suona finire alla deriva :: Le Recensioni di OndaRock
Roberto Galati e Francis Gri sono due pilastri della musica ambient del nostro paese, entrambi con una discografia molto lunga che ha attraversato gli ultimi vent’anni della musica italiana senza mai abbassare l’asticella. “Drift” nasce quindi da una dialettica tra due musicisti molto diversi tra loro e da un forte dualismo che gli autori descrivono come disorientamento e bellezza. È un incontro che evita qualsiasi facile sintesi e che trova proprio nella tensione la propria forza espressiva.
Roberto Galati, che ha dedicato la sua intera carriera al lato più selvaggio della natura, persegue una ricerca del disorientamento: le sue tessiture sottraggono coordinate, tolgono appigli. I brani si muovono come nebbie dense, attraversati da droni che non offrono un centro stabile e generano instabilità. Galati lavora per fratture, incrinature che rendono l’ascolto fragile e instabile.
Francis Gri proviene invece da una carriera maggiormente incentrata sul lato nascosto e magico del suono, alla ricerca di una bellezza improvvisa che può nascere quasi casualmente dall’incontro di note e timbri differenti. Gri cerca la bellezza senza affidarsi a melodie rassicuranti: scava nella fragilità di un suono che è materia e che si disgrega mentre viene riprodotto. Il suo intervento non addolcisce il quadro, ma lo rende più complesso e stratificato.
C’è un’idea che attraversa “Drift”: il mondo non sta cambiando, si sta sgretolando. Non con fragore apocalittico, ma attraverso un lento slittamento. Il disco suona come la colonna sonora di questo presente che si sbriciola sotto i nostri occhi, tra crepe invisibili e derive silenziose.
Brani come “Dusk” esemplificano questo dualismo con note di piano sospese, sfondi elettronici e pulsazioni ritmiche sotterranee. La maggiore complessità di “Void” percorre la stessa traiettoria con soluzioni timbriche più articolate, mentre la tensione diviene estremamente densa in “Fear”, dove la paura trova un temporaneo varco nelle poche note di Gri.
Un dialogo non conflittuale, ma neppure pacificato. Galati frantuma e Gri ricompone, prima di un collasso che appare ormai inevitabile.
22/02/2026




