Liguria

Assi di forza, un capolinea sarà in via Rimassa. E spunta l’ipotesi di un taglio sul Ponente

Genova. Sarà in via Rimassa uno dei capolinea degli assi di forza, le nuove linee elettrificate che diventeranno l’ossatura del trasporto pubblico su gomma a Genova. Il piano al vaglio del ministero prevede di attestare metà delle corse dell’asse Centro alla Foce, seguendo il percorso dell’attuale linea 20, mentre i bus flash charging della Valbisagno raggiungerebbero piazzale Kennedy non più passando in corso Buenos Aires e corso Torino – come risulta dal progetto approvato – ma andando direttamente in viale Brigate Partigiane.

A spiegarlo sono stati l’assessore Massimo Ferrante e il responsabile di progetto Emanuele Scarlatti durante la commissione consiliare convocata in Municipio Bassa Valbisagno su richiesta dell’opposizione di centrodestra, dopo le indiscrezioni giornalistiche sull’idea di un capolinea in piazza Martinez come alternativa al tracciato su corso Sardegna, quest’ultimo accantonato dalla nuova amministrazione per evitare la limitazione dei bus collinari a Marassi.

L’altra novità è che il progetto potrebbe subire un taglio a causa dell’aumento dei costi. “Probabilmente dovremo ridimensionare nella tratta di Ponente o Levante perché altrimenti non stiamo dentro al quadro economico – ha riferito Ferrante in commissione -. È estremamente critica la situazione che abbiamo ereditato sulle rimesse”.

L’asse Centro fa rotta alla Foce, più lontana l’idea piazza Martinez

L’asse Centro avrà due capolinea, uno sarà sicuramente alla Foce in via Rimassa – ha dichiarato Ferrante – e l’altro dovrà essere in centro. Quando ho detto che qualsiasi slargo va bene non stavo scherzando: non sarà un hub come quello che era previsto in piazza Galileo Ferraris, quindi non appesantiremo nessun luogo. Va bene anche Brignole, ma tendenzialmente stiamo lavorando per evitare che si attesti a San Fruttuoso. In ogni caso non possiamo sovrapporci con gli altri assi di forza e qualsiasi variazione dovrà essere migliorativa o equivalente, non peggiorativa, altrimenti il ministero la boccia”.

Per la variante sulla Foce si attendono gli esiti finali dello studio trasportistico chiesto ad Amt, ma i risultati parziali indicano che la soluzione proposta, con la copertura di viale Brigate Partigiane non prevista dal progetto originario, porterebbe benefici certi in termini di utenza. Un’ipotesi alternativa a piazza Martinez (dove l’asse di forza risulterebbe un doppione della metropolitana) è piazza Terralba, mentre l’attestamento a Brignole potrebbe risultare problematico per mancanza di spazio. Scartata l’opzione San Martino perché le batterie non sarebbero sufficienti per coprire il tratto senza bifilare.

Da giugno in funzione le linee Centro e Valbisagno

Intanto, come confermato dall’ingegnere Scarlatti, entro il 30 giugno verranno attivate le prime linee, nel rispetto di quanto concordato da Tursi col ministero dei Trasporti per ottenere la nuova tranche del finanziamento Pnrr. Si partirà con l’asse Centro in versione light: un capolinea (in teoria provvisorio) sarà appunto a Brignole, mentre verso ponente la versione “lunga” arriverà a Campi (zona Ikea) e quella “corta” si fermerà a Sampierdarena (via Degola) passando sempre da via Cantore. In servizio i filobus Solaris accantonati da più di un anno a Campi.

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Ma non solo: nello stesso momento è in programma anche l’entrata in funzione dell’asse Valbisagno tutto in sponda destra, anche questo articolato in due versioni: Prato-Foce e Molassana-Brignole, con l’incognita del tracciato ancora appesa al via libera del Mit.

E se in via Cantore serpeggia il malcontento per le corsie gialle che nasceranno a centro strada (ma c’è un modo per non stravolgere tutto), in Valbisagno la viabilità attuale ha le ore contate, visto che il progetto definitivo include nuove corsie riservate e alcuni tratti di Ztl per ridurre al minimo le interferenze col traffico privato. Del resto, sembra che le stesse prescrizioni siano tra le risultanze dello studio commissionato al Politecnico di Milano di cui si attendono gli esiti ufficiali.

L’amministrazione precedente non ha dato alcun input al ministero, il progetto è quello originale“, conferma Ferrante, che d’altra parte insiste su un punto: “Si chiamano assi di forza perché devono forzare, e noi riteniamo che sia giusto una volta per tutte privilegiare il trasporto pubblico su quello privato, altrimenti si continuerà a dire che non è di qualità perché è più lento”. Ad esempio, nel territorio della Bassa Valbisagno, verrà tracciata una corsia riservata ai bus elettrici in via Moresco, con inevitabile sacrificio di alcuni parcheggi e di una corsia oggi liberamente percorsa da auto e moto.

Costi troppo alti, l’asse Ponente potrebbe fermarsi a Sestri

Dopo il 30 giugno si andrà avanti con le altre linee, Levante e Ponente, ma c’è un’incognita legata ai finanziamenti, per ora 498 milioni di cui 399 coperti dal Pnrr. L’aumento dei prezzi e le bonifiche da amianto nell’area delle Gavette hanno fatto lievitare il totale. E quindi, se il ministero dei Trasporti non ci metterà la differenza, il Comune dovrà stralciare almeno temporaneamente una parte del progetto.

Ad oggi la strada che i tecnici ritengono preferibile è attestare l’asse Ponente a Sestri, mantenendo solo la versione corta della linea che raggiungerebbe comunque Caricamento. Questo perché, secondo le analisi effettuate, la domanda di trasporto su gomma da Voltri fino al centro è piuttosto bassa, e nel frattempo dovrebbe diventare realtà il potenziamento dei treni nella tratta Voltri-Brignole grazie ai nuovi binari in fase di ultimazione. Il servizio bus potrebbe essere garantito fino all’estremità occidentale della città con una linea ausiliaria, con funzione principale di adduzione alla ferrovia.

Marassi, Quezzi e San Fruttuoso: cosa (non) cambierà per i bus collinari

Ferrante ha confermato che il progetto assi di forza non riguarda più corso Sardegna e i dintorni di piazza Galileo Ferraris. “Avevamo detto che non avremmo mai permesso che quella piazza diventasse un capolinea per i filobus e le linee collinari di Marassi e Quezzi – prosegue Ferrante. È una piazza piccola, l’unica in un territorio di 39mila abitanti. Abbiamo fatto una fiera battaglia, abbiamo preso un impegno e adesso lo portiamo avanti“.

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La protesta per le vie di Marassi nei mesi prima delle elezioni

Di conseguenza non verrà toccata nessuna delle linee bus coinvolte nel progetto di partenza. “Continueranno ad andare in centro, non cambia niente“, conferma l’assessore -. I cittadini vogliono raggiungere il fondovalle e la metropolitana”. Così anche il presidente del Municipio, Fabrizio Ivaldi: “Gli abitanti vogliono che gli autobus arrivino a Brignole e sono contenti che 37, 82 e 356 restino invariati”.

Perplessità dal centrodestra in Municipio. “L’asse Centro sarebbe stata l’unica linea per la nostra zona, così rimarremo totalmente isolati”, sottolinea Andrea Censi di Fratelli d’Italia. “Mi spiace venga tagliato fuori corso Sardegna, poteva essere l’occasione di mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali”, sottolinea Andrea Barreca di Orgoglio Genova. Dubbi anche da parte di Sonia Paglialunga (Lega). Secca la risposta di Ferrante: “Ma perché chi ha governato prima è così ossessionato che portiamo avanti il loro programma? Noi portiamo avanti il nostro”.

Diverso il discorso per San Fruttuoso, dove le possibili modifiche rivelate da Genova24 sono ancora sub iudice. Ferrante ha spiegato che la revisione è “completamente slegata” dalla decisione sulla collocazione del capolinea in piazza Martinez. Per quanto riguarda l’84, l’assessore e il presidente del Municipio chiederanno ad Amt che il capolinea rimanga a Brignole finché non ci sarà la stazione della metropolitana, cioè dicembre 2028 secondo l’ultimo cronoprogramma. Invece è pressoché certa la rivisitazione del 18, sostituito proprio dagli assi di forza nel tratto centrale: allo studio l’ipotesi di una nuova linea che colleghi San Martino a Caricamento passando dalla circonvallazione a mare (dove il 13 è destinato a sparire).




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