Tra le Dolomiti di Brunico nuova vita all’ ultramillenario Castel Badia
Spesso gli hotel appena aperti sembrano un po’ acerbi, freddi. L’ingresso a Castel Badia, inaugurato a dicembre 2025, ci catapulta in un ambiente caldo e accogliente che sembra essere lì da sempre. Le tende in loden si aprono su quello che sarà il palcoscenico di un soggiorno panoramico sul colle di San Lorenzo de Sebato, un piccolo borgo della Val Pusteria, vicino a Brunico e alle piste di Plan de Corones. Castel Badia è una fortezza fondata nell’anno Mille che nei secoli è stata tribunale, primo convento femminile del Tirolo antico, residenza nobiliare e, dagli anni Settanta, hotel. Dopo tre anni di lavori è un nuovo progetto che lascerà il segno tra le Dolomiti. Innanzitutto per la ristrutturazione certosina che, recuperando struttura, pavimenti e soffitti in legno, volte decorate e arredi d’epoca, lega il presente raffinato al suo passato ultramillenario.
La rinascita di un antica fortezza
Profumo di legno, ambiente raffinato ma informale e grandi finestre che incorniciano le Dolomiti intorno. Divani, piante e oggetti creano un’atmosfera rilassante, dove si sta subito bene. Merito anche del giovane staff spontaneo e affiatato. Per fare del castello un luogo comodo e contemporaneo si sono unite le forze dello studio Niull 17 per la struttura, le gemelle Nathalie e Virginie Droulers per l’interior e Marta Ferri per la direzione creativa. Con loro ha lavorato in modo certosino una squadra di artigiani, maestranze e restauratori locali. Il risultato? Un hotel attuale, pieno di piccoli accorgimenti, dai libri di storia e design alla scelta dei quadri religiosi, dai materiali naturali ai colori ispirati al paesaggio, in costante dialogo con la sua storia e il suo passato.
Benessere per gli ospiti in primo piano
Il benessere degli ospiti è al centro di questo progetto con quasi mille metri quadrati di spa, zone relax con vista e frammenti di affreschi antichis alle pareti, tre piscine, di cui due all’aperto nel parco, con l’orto officinale e la cripta di San Lorenzo, sempre aperta anche per chi non è ospite. E sempre di comfort si parla nella cucina di Alberto Toè, giovane chef vulcanico. Veneto di origine è cresciuto nelle cucine di Caminada e Niederkofler, entrambi tre stelle Michelin, e ora torna volentieri in montagna, dove, prima di mettersi ai fornelli, può sciare e andare in bicicletta. Oltre al ristorante gourmet aperto solo la sera, fa una cucina più easy e locale nelle stube. Ma il suo regno è una show kitchen con un piano di lavoro al centro su cui porta gli ingredienti di stagione e una griglia su cui li cucina. Quello che si mangerà è una sorpresa.
In tutto il castello ci sono 29 camere calde e luminose (di cui uno chalet indipendente), con legni profumati, tappeti morbidi, poltroncine e plaid in lana. Alcune suite hanno vasche panoramiche, altre hanno bagno turco privato, ma tutte si affacciano sulle Dolomiti. All’arrivo, invece delle solite bollicine di benvenuto, si trova una bottiglia di succo di mele, uno dei prodotti eccellenti della zona. E per i bimbi c’è un club dove organizzano giochi, proiezioni di film e piccole avventure. Se avete amato Borgo Egnazia in Puglia, questa è la sua “mountain version” sulle Dolomiti, dove l’allievo italiano di Ian Schrager – Aldo Melpignano – promette di portare la stessa energia e allegria, con intrattenimento ed eventi qui in stile Sud Tirolo.
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