Google Gemini trasforma le foto in video: ecco la novità da provare
Google sta spingendo sempre di più sulla creazione di contenuti dentro l’app Gemini, e dopo la generazione di musica ora tocca ai video. L’idea è ridurre al minimo gli sforzi necessari per passare da una semplice foto o da una breve descrizione a una clip già pronta.
Il nuovo aggiornamento introduce dei modelli video predefiniti, pensati per evitare prompt troppo complessi e rendere la generazione molto più guidata. In parallelo, Google definisce in modo chiaro i limiti di utilizzo per la generazione di video con Veo 3.1 e di tracce musicali con Lyria 3.
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Modelli video nell’app Gemini
All’interno dell’app Gemini compare ora una sezione dedicata alla creazione di video accessibile dal menu Strumenti tramite la voce Crea video. Da qui si apre una griglia di stili pronti all’uso, ognuno con una anteprima dedicata.
Tra gli stili disponibili compaiono opzioni come Civilization, Metallic, Memo, Glam, Crochet, Cyberpunk, Video Game, Cosmos, Action Hero, Stardust, Jellytoon, Racetrack, ASMR Apple, Red Carpet e Popcorn.
Ogni stile rappresenta un diverso taglio visivo, che guida il risultato finale del video.
La scelta di uno di questi template inserisce automaticamente il relativo riferimento nella casella del prompt, che si può poi personalizzare con una foto o con una descrizione testuale. In questo modo il modello combina lo stile scelto con i contenuti forniti dall’utente.
Questa integrazione si collega alla funzione Ingredients to Video, che permette di usare elementi come una immagine personale per trasformarla nel personaggio principale della clip. Google ha aggiornato di recente questa funzione, includendo anche il supporto ai formati verticali 9:16 nativi.
Nell’esempio mostrato, il prompt usato è “Turn this photo of me into a video“, cioè la richiesta di trasformare una foto personale in un video. Con l’introduzione dei modelli, Google punta a ridurre la necessità di prompt articolati, lasciando che sia la scelta dello stile a guidare buona parte del risultato.
Disponibilità e limiti per Veo 3.1
L’aggiornamento con i modelli video sta arrivando sia sul sito gemini.google.com sia sulle app mobili dedicate.
La distribuzione è in corso e la novità risulta già visibile sul portale web nella mattinata italiana.
Per quanto riguarda la vera e propria generazione video, Google utilizza il modello Veo 3.1, con limiti giornalieri legati al tipo di abbonamento. Ogni fascia ha un numero massimo di clip che si possono creare in un giorno.
Gli abbonati Google AI Plus possono generare fino a 2 video al giorno con Veo 3.1. Chi sottoscrive il piano Pro sale a 3 video al giorno, mentre il livello Ultra arriva a 5 video al giorno.
Questi numeri definiscono in modo piuttosto netto quanto si può sperimentare con la generazione video all’interno di Gemini, soprattutto per chi punta a usare spesso gli stili predefiniti e le funzioni come Ingredients to Video.
Limiti per la musica con Lyria 3
In parallelo alla parte video, Google chiarisce anche i limiti di utilizzo per la generazione di musica basata sul modello Lyria 3. Anche in questo caso, il numero di tracce varia a seconda del piano sottoscritto.
Chi utilizza il servizio in modalità gratuita può generare fino a 10 tracce al giorno. Il piano AI Plus porta il limite a 20 tracce al giorno, raddoppiando di fatto la possibilità di testare diverse idee musicali.
Con il piano AI Pro il tetto sale a 50 tracce al giorno, mentre il livello AI Ultra arriva fino a 100 tracce al giorno. Si tratta di numeri che permettono un uso molto intenso della generazione musicale, soprattutto per chi produce molti esperimenti o bozze sonore.
Nel complesso, tra Veo 3.1 per i video e Lyria 3 per la musica, Google sta disegnando un ecosistema di creazione multimediale dentro Gemini con regole piuttosto precise su stili, strumenti e limiti giornalieri. Il vero banco di prova sarà capire quanto questi paletti riescano a convivere con la voglia di sperimentare che, quando si parla di contenuti generati dall’IA, tende sempre a superare i contatori.

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