Si facevano le armi con la stampante 3D a scuola: nei guai due ragazzini – Bressanone
BRESSANONE. Armi 3D a scuola a Bressanone: due minori sono stati deferiti al termine di un’indagine dei carabinieri della stazione locale che ha portato alla luce una filiera di produzione e cessione di tirapugni in plastica rigida, realizzati con stampanti 3D. L’attività è partita da una segnalazione qualificata su presunte condotte illecite all’interno di un istituto scolastico del territorio.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare un quindicenne, trovato in possesso della stampante utilizzata per fabbricare i manufatti e deferito per l’ipotesi di fabbricazione abusiva di armi. Un secondo minore, quattordicenne, è stato trovato con un tirapugni già ultimato: non imputabile per età, è stato segnalato alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni per porto di oggetti atti ad offendere. Stampante e oggetti sono stati sequestrati.
Le perquisizioni sono state eseguite con particolare cautela, anche per tutelare i ragazzi coinvolti. L’indagine ha inoltre accertato presunti tentativi di intimidazione nei confronti di uno studente che avrebbe riferito ai docenti quanto stava accadendo.
Il comandante della Compagnia carabinieri di Bressanone ha sottolineato la collaborazione con la direzione scolastica e ha richiamato l’attenzione sui rischi connessi all’uso improprio delle stampanti 3D. Secondo l’Arma, la prevenzione passa anche dalla vigilanza delle famiglie e dal dialogo tra scuola e forze dell’ordine, in un’ottica di tutela e rassicurazione della comunità.




