Imparzialità requisito imprescindibile nelle valutazioni

Nuovo intervento della garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, avvocato Alessandra De Febis, sulla vicenda nota come “caso della famiglia nel bosco”, tornata al centro dell’attenzione mediatica nelle ultime ore.
In una nota ufficiale, la garante richiama «con fermezza la centralità del superiore interesse dei minori coinvolti, che deve rappresentare il riferimento esclusivo di ogni decisione e di ogni valutazione».
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, nell’ambito del procedimento che ha portato all’allontanamento dei bambini dal nucleo familiare e nelle successive attività di accertamento, sarebbe stata coinvolta una professionista che in precedenza avrebbe espresso pubblicamente, sui social network, giudizi e posizioni fortemente critiche nei confronti della famiglia.
«Qualora tale circostanza fosse confermata – sottolinea De Febis – ci troveremmo di fronte a un fatto di estrema gravità, perché verrebbe meno in radice il requisito fondamentale dell’imparzialità che deve caratterizzare ogni valutazione tecnica in un ambito così delicato».
La garante evidenzia come un professionista che abbia manifestato un orientamento pregiudiziale non possa garantire «la necessaria serenità di giudizio indispensabile per valutare in modo obiettivo la condizione psicologica e fisica dei minori e del loro nucleo familiare». In procedimenti che incidono profondamente sulla vita dei bambini, aggiunge, «non è ammissibile neppure il dubbio sulla neutralità di chi è chiamato a svolgere funzioni tecniche».
De Febis ribadisce di aver già richiamato, in precedenti interventi, il rischio che si perda di vista l’obiettivo principale: la tutela effettiva dei diritti dei minori. Alla luce degli elementi emersi, annuncia che si attiverà «per utilizzare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento al fine di comprendere pienamente quanto accaduto e contribuire a fare luce su una situazione che sta assumendo contorni di particolare gravità».
«Il mio intervento – conclude – non è volto ad alimentare contrapposizioni, ma a riportare con determinazione l’attenzione su ciò che deve venire prima di tutto: i diritti dei bambini, la credibilità dei percorsi valutativi e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Un principio, quello dell’imparzialità, su cui «non può esserci alcuna deroga».
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