Alice D’Amato e il ricordo di quando «dopo l’Oro è arrivata la depressione post olimpica. Ma ora ho ripreso a sognare»
Mentre l’Italia vive le emozioni delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, c’è chi quel sogno lo ha già trasformato in realtà. Eppure continua a inseguirlo. Alice D’Amato, campionessa della ginnastica artistica italiana, ha conquistato l’oro olimpico a Parigi 2024, ma guarda avanti: «Io ad oggi sogno un’altra Olimpiade. E questo mi dà la grinta», ci spiega.
La forza di volontà e i sogni sono il filo rosso che attraversa la sua storia e che oggi la riporta tra i banchi di scuola come ambassador della seconda edizione di Sogna e credici fino alle stelle, il progetto educativo di Pan di Stelle dedicato ai bambini delle primarie italiane. Il messaggio che porta, però, non parla solo di traguardi, ma anche di fragilità.
«Il mio sogno è iniziato a 3 anni. Io e mia sorella (Alice ha una gemella, Asia, a cui è legatissima, ndr) abbiamo fatto danza fino a 6 anni, poi le maestre hanno chiamato i nostri genitori e gli hanno detto: “Sono due talenti sprecati, devono fare ginnastica artistica”». Alice e Asia guardavano le Olimpiadi in televisione e le sognavano, poi provavano a replicare in salotto ciò che vedevano fare alle grandi campionesse: «Ed è da lì che è iniziato il nostro cammino». A dieci anni si sono trasferite lontano da casa per allenarsi, una scelta che non ha fatto altro che rafforzare ulteriormente il loro legame.
Un cammino duro, che le ha portate a doversi adattare a tanti cambiamenti. «Avevo lasciato la mamma e il papà presto, e Asia ha sempre significato tantissimo: era la parte di famiglia che avevo accanto. Siamo cresciute insieme e, insieme, abbiamo affrontato tutto, dagli ostacoli ai successi».
Fuori dalla palestra, però, era difficile riuscire a coltivare rapporti di amicizia: «Ero sempre impegnata: ero quella che alle feste di compleanno non poteva mai esserci. Non sono riuscita a creare veri legami, e mi dispiace, ma ho fatto quello che mi rendeva felice. Oggi non rimpiango nulla, rifarei tutto quello che ho fatto e non cambierei una virgola. Ci ho creduto sempre, e questo è il messaggio che vorrei passasse ai bambini: devono avere fiducia in se stessi, perché nessuno crederà in loro al loro posto».
Source link




