La Lav contro Walcher: “No ai lupi trattati come numeri. Abbattimenti inefficaci” – Cronaca
BOLZANO. LAV replica alle recenti affermazioni dell’assessore Walcher, che ha definito “inaccettabile” la previsione contenuta nel decreto Ispra sull’abbattimento di soli due lupi in Alto Adige, chiedendo una discussione in Consiglio provinciale e invocando “soluzioni pratiche” per l’agricoltura alpina. L’associazione animalista ribadisce una posizione “netta” e, sostiene, fondata su dati scientifici, giuridici ed etologici, respingendo l’idea di affrontare la presenza del predatore attraverso interventi di riduzione numerica.
Secondo LAV, “il lupo non è un nemico, né può essere trattato come un mero numero da ridurre: è una specie fondamentale per gli equilibri ecologici, parte integrante anche dell’ecosistema altoatesino”. Nel comunicato, l’associazione insiste sul fatto che “è un essere vivente, un soggetto, non un oggetto gestibile attraverso logiche meramente quantitative”, e collega il dibattito locale al tema nazionale ed europeo della tutela della specie.
LAV contesta anche la proposta di declassare la protezione del lupo prevista nella legge di Delegazione europea, definendola “un grave passo indietro”. “Non si tratta di una scelta basata su evidenze scientifiche, ma di un atto politico che rischia di compromettere decenni di progressi nella protezione della fauna selvatica”, afferma l’associazione. Sul fronte operativo, la linea è altrettanto chiara: “Gli abbattimenti, oltre a essere una misura eticamente inaccettabile, si sono dimostrati inefficaci nel ridurre i conflitti: si tratta di risposte illusorie, non di soluzioni operative reali”.
Per l’associazione, la strada indicata resta quella della prevenzione e dell’assistenza agli allevatori. “La convivenza, al contrario, è possibile, necessaria e doverosa”, sottolinea LAV, richiamando l’esperienza di chi applica correttamente le misure anti-predazione. “Lo dimostrano gli allevatori che adottano correttamente i metodi di prevenzione dalle predazioni, strumenti scientificamente validati che funzionano quando applicati con rigore e continuità”. In questo senso, LAV chiede alla Provincia di Bolzano un intervento più concreto: “Garantendo supporto tecnico e formativo, costruendo strategie anti-predatorie personalizzate per ogni azienda, affiancando gli allevatori nella corretta gestione delle misure di prevenzione, migliorando l’informazione e la comunicazione sul tema”.




