Quando il risultato del campo non racconta tutta la storia
Due anni fa Irlanda-Italia all’Aviva Stadium di Dublino era finita 36 a zero, senza storia. L’incontro dell’edizione 2026 del Sei Nazioni, anche se l’Italia ha comunque perso (20 a 13 al fischio finale), non potrebbe raccontarne una più diversa. Gli Azzurri sono stati in partita per tutti gli 80 minuti, hanno chiuso in vantaggio la prima frazione, hanno anche “rischiato” di pareggiare all’ultimo e se avessero vinto non sarebbe stato un colpo di fortuna o un exploit estemporaneo. «Sicuramente non siamo ancora in grado di fare una partita senza errori, ma io sono più che orgoglioso di questa partita, di quello che i ragazzi hanno fatto perché due anni fa abbiamo perso 36 a zero, non abbiamo potuto competere. L’anno scorso abbiamo potuto competere contro di loro in casa e oggi» anche se «mancavano due tre giocatori tra quelli che sono più abituati a giocare a livello internazionale è stata una grande performance dell’Italia», ha sottolineato l’allenatore dell’Italia, Gonzalo Quesada. «Ovviamente non c’è la vittoria, quindi fa male e ci sono tante piccole cose che possiamo fare meglio, ma oggi sono molto di più i punti positivi», ha continuato il tecnico, tenendoci a dire di non voler parlare dei «punti negativi» perché «non voglio che si perdano i tantissimi punti positivi».
Quesada: «Posso solo dire bravi ai ragazzi»
Con la performance fatta dall’Italia sarebbe potuta arrivare una vittoria e, comunque, ha detto Quesada, «non penso di essere né frustrato, né triste, posso solo dire bravo ai ragazzi», insistendo che questo match «credo che ci servirà per continuare a costruire la nostra progressione, la nostra crescita, perché ci sono davvero ancora segni di crescita». Per il capitano Michele Lamaro, «è veramente incredibile la consistenza con cui abbiamo affrontato questi 80 minuti, la consistenza con cui abbiamo affrontato gli scorsi 80 minuti (la scorsa settimana nell’incontro vinto con la Scozia, ndr)», aggiungendo che «è una bellissima prestazione ma, secondo me, quello che la rende ancora più bella è il fatto di essere riusciti ad essere consistenti in quello che vogliamo fare».
Lamaro: «Siamo stati competitivi fino alla fine»
Un segnale inequivocabile di crescita e miglioramento, per Lamaro, inoltre è da individuare nel fatto che l’Italia riesce a essere competitiva anche quando non è al 100%, come non lo è stata oggi a causa di alcuni errori in momenti chiave. «In passato per riuscire a competere, per riuscire a performare dovevamo essere al 100%, proprio al limite di quello che è umanamente possibile. Il fatto qual è? Che riuscire a essere al 100% in ogni partita è veramente qualcosa di molto difficile. Ed è questa la chiave della partita di oggi e della partita della settimana scorsa», ha spiegato Lamaro. «Non è stata perfetta ma abbiamo fatto una partita fatta bene, mettendo in campo quello che dovevamo mettere, sfruttando determinate occasioni, mettendo pressione all’Irlanda, giocando non alla perfezione, ma abbiamo raggiunto una stabilità di prestazione tale che ci permette – anche se non siamo al 100% – di arrivare alla fine nella condizione di poter pareggiare la partita e quasi vincerla».
Nicotera: «Si va avanti, sempre avanti»
Ora subito testa al prossimo match: «Quello che abbiamo fatto già adesso non vale più niente, conta quello che faremo la settimana prossima contro la Francia”, ha continuato Lamaro che, comunque, ha riconosciuto che «un po’ di amarezza c’è, perché sentivamo che potevamo farcela». Sulla stessa linea il tallonatore Giacomo Nicotera che lasciando il campo ha ammesso che «ovviamente c’è un po’ di amarezza da questa partita» ma «niente, si va avanti, sempre avanti».
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