Toscana

la giornata aretina del cardinale Pizzaballa


Dagli studenti di Rondine alle centinaia di aretini che lo hanno accolto nella basilica di San Francesco. La prima giornata aretina del patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale Pierbattista Pizzaballa è volata via tra strette di mani, abbracci e parole dedicate alla pace. A Gaza e in tutto il mondo. 

“Le slide dell’amministrazione Trump sul futuro di Gaza? Non ci sarà nessun resort a Gaza. Qualunque cosa vogliono fare non può ignorare i due milioni di persone che sono lì, che hanno perso tutto ma non la dignità. Non si potrà fare nulla contro la loro dignità”. Ha affermato il cardinale durante uno degli incontri. In merito alla tregua raggiunta il patriarca di Gerusalemme, che si è detto molto “preoccupato” anche per la situazione della Cisgiordania, ha detto “no” non è stata raggiunta la pace perché anche durante il cessate il fuoco “ci sono stati morti e la ricostruzione non è ancora iniziata. Il 90% della Striscia è rasa al suolo”. Pizzaballa ha poi sottolineato l’allarme “medicinali” e quello relativo all’assistenza medica perché “tante cose non ci sono”. “La pace ha bisogno di un contesto” ha detto ancora il porporato, “c’è bisogno di un minimo di fiducia che è stata la prima vittima della guerra”.

L’incontro a Rondine

E proprio di pace ha parlato a Rondine con i ragazzi dello studentato, insieme a Franco Vaccari: “Rondine è una realtà piccola, ma è un simbolo e un segno di cui abbiamo bisogno. Rondine non è utopia: è il desiderio di rendere visibile il sogno di ogni uomo, quello di vivere in pace. Il sogno di chi, come voi, non ignora i conflitti armati che sono nel mondo ma nemmeno li accetta. Per questo è importante fare questa esperienza, ma è importante poi metterla in pratica, trasferirla nella propria comunità. Se siete qui è perché ci credete, altrimenti non mettereste in gioco la vita per due anni”.

La visita è stata una passeggiata attraverso i luoghi simbolo della Cittadella, tappe di un racconto che intreccia storia, valori e visione. Il cuore dell’incontro è stato proprio il confronto con gli studenti, che ha preso spunto dalle storie personali dei ragazzi per approdare a domande, curiosità e riflessioni.

Il bagno di folla alla Basilica di San Francesco

Poi l’incontro alla Basilica di San Francesco. “Ieri sera quando ho visto questa chiesa ho pensato che fosse troppo grande per questo evento. Oggi tutta questa partecipazione mi ha commosso e mi ha confermato che noi, che siamo in Terra Santa, abbiamo una responsabilità: impegnarsi in prima persona per far sì che la pace non sia solo uno slogan”.

La pace è stato l’argomento centrale dell’incontro. “Due popoli ci sono, due Stati no”, ha detto Pizzaballa ai microfoni dei giornalisti, “dobbiamo comunque tenere viva l’attenzione affinché israeliani e palestinesi riescano a convivere insieme. 

 

 

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