Abruzzo

Mentre Marsilio esulta gli abruzzesi pagano ancora di tasca propria i danni fatti dalla destra e dai suoi nominati


“Marsilio esulta per la nomina di Thomas Schael in Sardegna, mentre gli abruzzesi pagano ancora di tasca propria i danni fatti dalla destra e dai suoi nominati” è il commento del capogruppo del M5s in Regione, Francesco Taglieri, alle parole del presidente della giunta regionale che si è congratulato con l’ex manager della Asl Lanciano Vasto Chieti per la nomina a direttore generale dell’assessorato alla Sanità della Regione Sardegna.
 

“È talmente grande il disastro della sanità abruzzese sotto la guida del presidente Marsilio che, per avere qualcosa su cui sorridere, il presidente di Fratelli d’Italia deve arrivare fino in Sardegna – prosegue la dura replica di Taglieri -. Ci sarebbe davvero da ridere, se non stessimo vivendo, dopo quasi otto anni di destra alla guida della Regione, uno dei periodi più bui in termini di conti delle Asl, servizi ai cittadini e aumento delle tasse per coprire i disavanzi generati da anni di inefficienze e pressappochismo. Il Presidente Marsilio farebbe bene a occuparsi della regione che governa, invece di cercare scorciatoie per dimostrare, solo nella sua testa, che chi ha affossato insieme a lui la sanità nella Asl 2 non sia poi così male. Noi gli auguri non li facciamo a Schael, ma li facciamo alla presidente Todde nella speranza che riesca lì dove Marsilio ha fallito. Ci auguriamo che, dopo il fallimento in Abruzzo e dopo essere durato poco più di sei mesi in Piemonte, il direttore Schael non produca in Sardegna gli stessi danni che ha fatto nella nostra regione. Ce lo auguriamo in primis per i sardi e poi per la presidente Todde, che ha l’occasione di dimostrare che con una buona guida e un buon controllo anche il peggio può trasformarsi in risorsa”.

 

 

Il capogruppo dei pentastellati in consiglio regionale ricorda poi che “quando Schael arrivò alla guida della Asl Lanciano Vasto Chieti il disavanzo era di circa 13 milioni di euro. Alla sua uscita superava i 60 milioni. Questi sono dati contabili su cui il presidente Marsilio dovrebbe avere poco da ridere – chiosa – visto che per colmare quei disavanzi ha messo le mani in tasca agli abruzzesi aumentando le tasse e dando zero servizi.  Per non parlare delle liste d’attesa, che sono esplose: agende chiuse per mesi, migliaia di cittadini costretti a rinviare esami o a rivolgersi al privato. E la carenza di personale è diventata strutturale: medici, infermieri e operatori insufficienti rispetto ai carichi di lavoro, reparti allo stremo, territori svuotati da politiche di centralizzazione che hanno allontanato i servizi dalle comunità. Abbiamo denunciato anche gravi criticità tecnologiche e organizzative, e un modello gestionale che ha alimentato tensioni con sindaci, operatori e sindacati. Per un presidente di regione, liquidare tutto questo come “polemiche pretestuose”, significa evitare il merito, non affrontarlo, e trovare l’ennesima scorciatoia per coprire il proprio fallimento politico su tutta la linea. Gli abruzzesi chiedono servizi che funzionano, tempi certi, conti in ordine. È su questo – conclude Taglieri  – e non sulle battute, che si misura la credibilità di chi governa”.


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