Emilia Romagna

Il Treno del Ricordo arriva a Bologna


Si è fermato ieri alla stazione centrale di Bologna il ‘Treno del ricordo’, il convoglio storico che attraversa l’Italia per commemorare le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Alla cerimonia di inaugurazione della tappa bolognese ha partecipato Valentino Valentini, viceministro alle Imprese e al Made in Italy, insieme a Vincenzo Paldino, consigliere della Regione Emilia-Romagna, Enrico Ricci, il nuovo prefetto di Bologna e Paolo Crescimbeni, consigliere delegato della Città Metropolitana di Bologna.

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Giunto alla sua terza edizione, il ‘Treno del ricordo’ è un progetto promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, realizzato in collaborazione con la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio, Gruppo Fs Italiane e Fondazione Fs. Il treno storico attraverserà l’Italia in undici tappe, ripercorrendo il viaggio compiuto dagli esuli istriani, fiumani e dalmati nel dopoguerra.

Il convoglio ospita nelle sue cinque carrozze una mostra itinerante che permette ai visitatori di conoscere la tragedia delle foibe e dell’esodo attraverso un percorso multimediale con pannelli informativi, immagini di repertorio e testi originali recitati da una voce narrante. Particolarmente toccante è l’esposizione di alcune masserizie degli esuli, conservate nel Magazzino 18 di Trieste. Una novità dell’edizione 2026 è la quinta carrozza, dedicata ai giovani, che ospita gli elaborati degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Il Giorno del Ricordo”.

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Valentini: “I giovani sono fondamentali”

A margine dell’inaugurazione, il viceministro Valentini ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa proprio a Bologna, città che “cerca la verità” e “si confronta con la sua verità storica. Il passato ci deve far confrontare con il presente”, ha dichiarato Valentini. “Dobbiamo conoscere il passato affinché non si ripeta nel futuro e soprattutto dobbiamo conoscere quella che è la responsabilità di ciascuno. Dobbiamo guardare ciò che è successo per evitare che si ripeta in futuro e vediamo che anche al giorno d’oggi tragedie di questo tipo continuano a ripetersi”.

Particolare enfasi è stata posta sul coinvolgimento delle nuove generazioni. “I giovani sono fondamentali”, ha affermato Valentini. “Il fatto che i giovani vengano a vedere questo, i giovani che vivono in un mondo magari di internet, un mondo virtuale, toccando con mano si avvicinano a una realtà e capiscono quelli che sono i drammi che vengono vissuti un tempo in Italia, ora altrove e in questo modo possono diventare cittadini più maturi e capaci anche di assumere quelle decisioni difficili che dovremmo tutti assumere nel presente e nel futuro”.

Il convoglio sosterà a Bologna Centrale fino alla serata di domenica 15 febbraio e sarà visitabile oggi pomeriggio e domani dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.30. Dopo Bologna, il Treno del Ricordo proseguirà verso Pescara, L’Aquila, Roma, Latina, Salerno, Reggio Calabria, Palermo per concludere il suo viaggio a Siracusa il 1° marzo.

Le polemiche

L’iniziativa non è esente da critiche. Come evidenziato dal collettivo Wu Ming Foundation in un approfondimento pubblicato sul loro blog Giap, il ‘Treno del ricordo’ presenterebbe alcune problematiche storiografiche. In particolare, viene contestata l’assenza di fonti verificabili per alcune delle affermazioni contenute nella mostra e una narrazione che, secondo i critici, tenderebbe a semplificare eccessivamente la complessa storia del confine orientale italiano.

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