Lazio

70 agenti colpiti, 20 in ospedale

Un’emergenza sanitaria scuote uno dei presìdi più delicati dello Stato. Venerdì 13 febbraio 2026, circa 70 allievi e agenti della Polizia Penitenziaria in servizio presso la scuola di formazione “Giovanni Falcone” sono rimasti coinvolti in una vasta intossicazione alimentare, con decine di interventi sanitari e trasferimenti d’urgenza negli ospedali della Capitale.

Un episodio che accende i riflettori sulle procedure di controllo all’interno delle strutture dell’Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e scatena la dura presa di posizione delle organizzazioni sindacali.

Il malore dopo il pranzo

Secondo le prime ricostruzioni, i sintomi si sarebbero manifestati poco dopo il pasto consumato durante un corso di aggiornamento. Nausea, dolori addominali e malesseri diffusi hanno richiesto l’intervento dei sanitari.

Circa 70 agenti hanno accusato disturbi riconducibili a un’intossicazione. Per una ventina di loro si è reso necessario il trasferimento nei pronto soccorso romani, dove sono stati sottoposti ad accertamenti e trattamenti di supporto.

Le condizioni dei ricoverati vengono monitorate costantemente, mentre si attendono gli esiti degli esami clinici per chiarire l’origine del problema.

La denuncia del Consipe

Durissima la reazione del sindacato Consipe. Il presidente nazionale, Mimmo Nicotra, ha inviato una nota formale ai vertici del DAP parlando di «grave falla nei controlli» e di un episodio «inaccettabile» all’interno di una struttura istituzionale.

Il sindacato chiede l’intervento dei NAS per verificare l’intera filiera di approvvigionamento e la corretta applicazione del capitolato d’appalto relativo alla fornitura dei pasti. «Non è tollerabile – sottolinea Nicotra che si risparmi sulla pelle degli agenti».

Tra le richieste, anche l’eventuale rescissione del contratto con la ditta incaricata qualora emergessero responsabilità o negligenze.

Accertamenti in corso

Alla protesta si unisce anche la Fns Cisl Lazio, che sollecita verifiche approfondite su tutte le derrate alimentari utilizzate e sulle modalità di conservazione e preparazione dei cibi.

L’obiettivo delle indagini sarà stabilire se l’intossicazione sia riconducibile a materie prime deteriorate, a un’interruzione della catena del freddo o a errori nelle procedure igienico-sanitarie.

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