l’appello condanna 2 automobilisti. Ecco le pene comminate
JESI Incidente mortale sul ponte San Carlo: la Corte d’Appello di Ancona condanna (seppur in modo nettamente diverso) i due automobilisti che quel maledetto 17 ottobre 2017 provocarono la morte di Mario Ciccarelli, 78 anni originario di Cingoli ma residente in via Minonna da molti anni. Un incidente particolare, la cui dinamica era stata ricostruita dalla polizia locale di Jesi che aveva disposto la chiusura del ponte per oltre tre ore.
La vicenda
Quel giorno, Ciccarelli era uscito in bicicletta verso le 9,30 e stava andando a trovare i nipoti, come di consueto.
Pedalava in sella alla sua bici sul ponte in direzione centro. Improvvisamente era stato urtato da una Lancia Musa condotta da una donna di Santa Maria Nuova all’epoca 46enne (difesa dall’avvocato Massimo Montaruli) che gli aveva fatto perdere l’equilibrio, finendo sull’asfalto.
In quell’istante è sopraggiunta una seconda auto, una Mercedes 320 guidata da un maceratese di 68 anni (difeso dal legale Vando Scheggia di Macerata), che non riuscendo a frenare in tempo, trovandosi l’uomo disteso sull’asfalto, lo aveva investito provocandone il decesso sul colpo. A nulla erano valsi i tentativi di soccorso del ciclista, spirato sull’asfalto. La moglie, che si era recata sul posto dopo aver appreso dell’incidente, alla vista del lenzuolo bianco ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale.
In tribunale
Per quella tragedia, la famiglia si è costituita parte civile tramite gli avvocati Luca e Marco Polita nel processo contro i due automobilisti, indagati per omicidio stradale. Le indagini hanno permesso di accertare che alla base della tragedia ci sia stata una tragica fatalità: gli esami tossicologici cui sono stati sottoposti gli indagati hanno confermato che entrambi erano lucidi, non avevano assunto né alcol né droghe. In primo grado la donna era stata condannata per omicidio stradale a 12 mesi di reclusione, pena sospesa, mentre il secondo automobilista era stato assolto. Ieri i giudici della Corte d’Appello hanno confermato la sentenza nei confronti della donna che aveva proposto appello fondandolo sulle risultanze di una consulenza tecnica di parte già prodotta in primo grado, e al contempo ha riconosciuto la responsabilità civile nell’evento anche nei confronti del secondo conducente. Riconosciuta dunque la responsabilità civilistica per entrambi gli automobilisti, la quantificazione del risarcimento ai familiari di Ciccarelli è stata rinviata in sede civile.
Talita Frezzi
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