Seduti ma attivi: i passatempi ‘sedentari’ che allenano il cervello
TRIESTE.news
14.02.2026 – 8.30 – Siamo ormai abituati a concepire la sedentarietà come un fattore di rischio, una cattiva abitudine, una condizione poco desiderabile da evitare, o quantomeno da compensare regolarmente con l’attività fisica. Senza dubbio, trascorrere molte ore stando seduti può rivelarsi dannoso sia per la salute del corpo, sia per il benessere della mente: esistono però alcune eccezioni, che ci invitano a riconoscere il potenziale benefico di numerosi passatempi “sedentari”. Uno studio australiano pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease mostra infatti che attività come leggere, scrivere, lavorare al computer, giocare a carte e comporre puzzle potrebbero in realtà migliorare le funzioni esecutive (come quelle di pianificazione, organizzazione e regolazione), così come la memoria e la flessibilità dei ragionamenti. In altre parole, l’accezione negativa del termine “sedentarietà”, intesa come un atteggiamento tendenzialmente passivo e improntato alla staticità, non riguarda allo stesso modo tutti i compiti che svolgiamo stando seduti.
Per delineare un quadro più preciso, gli scienziati della Scuola di salute pubblica dell’Università del Queensland hanno rivisto 85 studi sul tema della sedentarietà. Le conclusioni? Stare seduti in maniera “attiva” presenta associazioni positive evidenti con il miglioramento di alcune funzioni cognitive: prima fra queste è la “memoria di lavoro”, ovvero la capacità di trattenere e gestire l’insieme delle informazioni necessarie a eseguire compiti complessi. Al contrario, stare incollati a una sedia o a un divano in maniera passiva, ad esempio davanti alla TV, si associa a diversi effetti negativi sulla salute del cervello, tra cui un rischio aumentato di demenza e Alzheimer.
I ricercatori auspicano quindi che le nuove evidenze possano contribuire a definire raccomandazioni più accurate sui comportamenti da adottare per promuovere la salute del cervello. Gli studi analizzati, infatti, si concentravano sulle mansioni e sui passatempi più o meno attivi che svolgiamo abitualmente stando seduti: non esercizi specifici di “ginnastica mentale”, già noti per favorire le capacità cognitive, bensì attività quotidiane. Il messaggio è chiaro: quando trascorriamo del tempo seduti, possiamo scegliere di dedicarci a compiti più stimolanti, invece di limitarci al banale zapping televisivo o allo scrolling compulsivo sui social media. Come ha sintetizzato Paul Gardiner, uno degli autori dello studio, “oggi la maggior parte delle persone trascorre molte ore al giorno seduta, quindi il modo in cui si sta seduti ha importanza”. Insomma, che sia per ragioni di studio o di lavoro, non è raro ritrovarsi alla scrivania per buona parte della giornata: tuttavia, se nei momenti di svago manca la possibilità o la motivazione di alzarsi dalla sedia e fare un po’ di sano movimento, tanto vale accomodarsi nell’ormai consueta sedentarietà, purché questa si mantenga mentalmente stimolante.
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