Stop a impianto Silva a Montecchio P.: il commento del Comitato
Svolta decisiva per il controverso progetto dell’impianto di trattamento rifiuti speciali a Montecchio Precalcino di Silva Srl. Come abbiamo raccontato ieri, in vista della Conferenza dei Servizi fissata per il 13 marzo prossimo, la vicenda legata al gruppo Silva (Ecoeridania) registra due pesanti battute d’arresto che mettono seriamente in discussione il futuro dell’opera.
Il primo stop arriva dall’Ulss 7 Pedemontana, il cui parere, sollecitato nei giorni scorsi dalla Provincia di Vicenza, è stato ufficialmente depositato con esito negativo. L’azienda sanitaria ha dichiarato senza mezzi termini la “non compatibilità con il sito su cui andrebbe ad inserirsi” l’impianto, sollevando dubbi che ora l’amministrazione provinciale dovrà valutare nel merito.
Parallelamente, un secondo freno è giunto dall’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali (Abdao). L’Ente ha infatti disposto la sospensione dei procedimenti autorizzativi che potrebbero interferire con le aree di salvaguardia delle opere di captazione idrica destinate al consumo umano nei Comuni di Dueville e Villaverla. Poiché il sito Silva rientra in quest’area, l’Abdao ha ritenuto necessario che le amministrazioni interessate sospendano ogni valutazione ambientale per evitare potenziali interferenze sui corpi idrici coinvolti.
Questa decisione è stata accolta con estremo sollievo dal Comitato “Tuteliamo la Salute”, che da mesi monitora il progetto. Secondo il comitato, la giornata di ieri ha segnato un punto di non ritorno, portando alla luce criticità che vanno oltre la gestione dei rifiuti, toccando la pianificazione sostenibile delle risorse idriche e la difesa del suolo.
Soddisfatto per l’intervento dell’assessore regionale Venturini e per la mozione votata all’unanimità in Consiglio Regionale il 10 febbraio, il Comitato punta ora il dito contro il precedente parere favorevole della Commissione VIA dello scorso 9 dicembre. “È il momento di tirare le somme tra chi ha detto sì e chi ha detto no“, dichiarano i rappresentanti del gruppo, chiedendosi come sia stato possibile ottenere un via libera tecnico se oggi l’Ulss dichiara l’incompatibilità e l’Autorità di Bacino chiede la sospensione.
Resta ancora aperto il tema della trasparenza: il Comitato ha chiesto formalmente alla Provincia i verbali della seduta della Commissione VIA dello scorso dicembre, ma ad oggi la richiesta tramite PEC dello scorso 23 gennaio non ha ancora ricevuto riscontro.
“Vogliamo andare fino in fondo per comprendere cosa abbia portato i commissari a dire sì al progetto“, conclude la nota del comitato, chiedendo che le motivazioni sanitarie e ambientali diventino finalmente centrali nell’iter autorizzativo.
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