Spunta una portaerei volante: cosa c’è dietro l’ultimo jolly militare cinese
La Cina ha nuovamente svelato i piani per una futuristica portaerei spaziale capace, almeno nelle intenzioni, di trasportare e lanciare caccia senza pilota armati di missili dall’orlo dell’atmosfera terrestre. Il progetto, battezzato Luanniao, è stato presentato attraverso un video concettuale diffuso dai media di Stato.
Secondo Pechino, il velivolo potrebbe diventare operativo entro 20 o 30 anni. Le immagini mostrano un’enorme struttura triangolare grigia operare al di sopra dei tradizionali sistemi di difesa, suggerendo una piattaforma capace di colpire dall’alto con un vantaggio strategico senza precedenti.
La super portaerei cinese: dimensioni e capacità
Le dimensioni dichiarate sono imponenti: 242 metri di lunghezza, 684 metri di larghezza e un peso al decollo di 120.000 tonnellate, superiore a qualsiasi piattaforma analoga oggi esistente.
La nave sarebbe progettata per imbarcare fino a 88 caccia stealth senza pilota Xuan Nu, descritti come velivoli altamente manovrabili e in grado di lanciare missili ipersonici. Non semplici droni, ma veri e propri aerei da combattimento automatizzati.
Se realizzata, una simile piattaforma consentirebbe di operare al di sopra dei missili terra-aria e degli intercettori convenzionali, oltre che al riparo dalle condizioni meteorologiche. Questo permetterebbe a Pechino di posizionarsi direttamente sopra un obiettivo — ad esempio in scenari come Taiwan o il Mar Cinese Meridionale — e colpirlo con un vantaggio strategico significativo.
Non sorprende che l’annuncio abbia suscitato scetticismo tra gli analisti internazionali. Il Telegraph ha riportato che diversi esperti considerano l’iniziativa più una mossa dimostrativa che un programma realmente attuabile nel breve periodo.
Il Nantianmen Project e il caccia Baidi
Il progetto Luanniao rientra nel più ampio Nantianmen Project — letteralmente “Porta del Cielo del Sud” — sviluppato dall’Aviation Industry Corporation of China (AVIC) per rafforzare le capacità aerospaziali cinesi.
Tra gli elementi del programma figura anche un caccia di sesta generazione Baidi, presentato come modello all’Airshow internazionale cinese del 2024 e pensato per operare ai limiti dello spazio.
Verità o propaganda? I limiti tecnologici
La tecnologia necessaria per mantenere una piattaforma di tali dimensioni stabile ai confini dell’atmosfera e capace di lanciare missili verso la superficie terrestre non esiste ancora. Sarebbero richieste enormi quantità di carburante e un sistema di propulsione completamente nuovo.
Un’alternativa teorica sarebbe collocare la portaerei in orbita, come un satellite. Tuttavia, questo la esporrebbe al rischio di detriti spaziali, potenzialmente fatali in caso di collisione.
Inoltre, per portare in orbita una struttura di simili proporzioni, la Cina dovrebbe disporre di razzi riutilizzabili pienamente operativi, una tecnologia su cui lavora da anni ma senza risultati paragonabili a quelli raggiunti da SpaceX.
Competizione spaziale tra Cina e Stati Uniti
Al di là delle difficoltà tecniche, l’annuncio della portaerei spaziale Luanniao va letto nel contesto della crescente competizione spaziale tra Cina e Stati
Uniti. In questo scenario, la presentazione del progetto appare anche — e forse soprattutto — come un messaggio politico e strategico volto a dimostrare ambizioni e capacità tecnologiche nel dominio spaziale.
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