Secret Cameras – Silent Words: Less is more :: Le Recensioni di OndaRock
Sono trascorsi ormai dieci anni dall’inizio dell’avventura dei Secret Cameras di Yitamar Starets, eppure la formazione e il suo suono continuano a mutare, reattivi al tempo che trasforma gli scenari e inventa nuovi fantasmi. C’è solo una regola che la band londinese sembra non voler rompere, ossia la decisione ferrea di non cedere alla tentazione di un Lp, preferendo uscite corte e più contestuali alle modalità distributive odierne.
Il 2026 dei Secret Cameras inizia, dunque, con “Silent Words”, un Ep che li presenta come duo, dove è quindi il solo Jgor Ognibeni ad accompagnare con le sue percussioni, elettroniche e non, le chitarre, le tastiere e la voce di Starets.
La riduzione da quartetto a duo è anch’essa una reazione alle nuove contingenze. La musica dei Secret Camera non è mai stata mai così scura come in “Silent Words”. La transizione da un sound indie al post-punk è dunque completa e, come osserva Starets nella nota stampa, il duo è uno degli standard per antonomasia della darkwave. Essere soltanto in due, continuano i Secret Cameras superstiti, snellisce peraltro il processo produttivo, rendendo più facile rispondere all’urgenza che contraddistingue da sempre le loro canzoni.
La riduzione dei membri non ha però comportato una diminuzione della grana del suono, che anzi, sin dall’apripista “Together Till The End”, appare più grossa che mai, proiettata verso il big sound di formazioni come gli Echo And The Bunnymen e i White Lies. Beat tellurici, quindi, epici arabeschi di tastiera e un ritornello pienissimo e coinvolgente.
Anche se la voce di Starets appare più processata che in passato, più nascosta tra gli effetti e i fitti stati di tastiere, i ritornelli di “No More” e “Under Attack” sono chiari e coinvolgenti. Si chiude con la nervosa “Back Against The Wall”, che con la sua puntellatura di chitarra finisce per risultare l’episodio del disco più legato al passato dei Cameras.
Solo quattro canzoni, ma che non passano inosservate. Con la sensazione, dati alcuni passaggi un po’ acerbi, che la transizione dei Secret Cameras a duo non sia ancora al pieno delle sue possibilità. Una sensazione però che non può non essere il preludio a brani ancora più potenti e ficcanti.
12/02/2026




