Sardegna

L’ultimo canto di Bartaleddu: Nuoro dice addio a Francesco Pintori – VIDEO



“Bartaleddu” (Francesco Pintori) in “Nannedu meu”, con il Coro Ortobene diretto da A.Catte


Il 15 gennaio scorso la Nuoro canora perdeva una delle sue voci più autentiche e genuine presenti nel variegato panorama della coralità cittadina e non solo, quella di Francesco Pintori, interprete della grande tradizione del canto a tenore e della coralità di “scuola nuorese”. Se né andato improvvisamente così, a 66 anni il “mitico” Bartaleddu, per quasi mezzo secolo voce tra le più rappresentative e apprezzate nel canto tradizionale isolano.
Proveniente da una famiglia fortemente legata al canto sardo (i fratelli, Mauro nel campo della “coralità nuorese”, Paolo e Antonio nel canto a tenore ne sono una valida testimonianza), dotato buone qualità vocali e di ottimo orecchio musicale, il giovane Bartaleddu si avvicinò da giovanissimo al canto corale polifonico, entrando a far parte nel 1976 del Coro Ortobene, allora diretto dal maestro Tonino Puddu che fu per tanti anni il suo mentore. Sempre al seguito dal maestro Tonino Puddu entrò a far parte nel 1990 del Coro Su Nugoresu, dove ebbe modo di mettere in evidenza le grandi doti vocali di solista oltre ché quelle di collaudato corista. Il periodo risalente alla collaborazione con il Coro Su nugoresu, fu indubbiamente tra i più positivi e soddisfacenti, particolarmente per l’interpretazione di numerosi brani legati al suo ruolo da solista, come: Su Nugoresu, Sa funtana, Sas cosas bellas de su coro e sopratutto di Nanneddu meu, brano appositamente composto per la sua vocalità dal maestro Tonino Puddu, che il “mitico” Bartaleddu portò al grande successo facendone un suo “cavallo di battaglia”.

''Bartaleddu'' (secondo da sinistra) col Tenore Goine

”Bartaleddu” (secondo da sinistra) col Tenore Goine

Nel 1997, sempre a fianco del maestro Tonino Puddu, collaborò per la preparazione vocale dei coristi del neonato Coro “Montanaru” di Desulo, curandone con competenza la preparazione di alcuni settori di voci. Voce versatile e poliedrica Bartaleddu si misurò con successo anche con il canto a tenore, chiamato dal maestro Gavino Murgia, noto polistrumentista – cantane a far parte del Tenore Gòine (impegno che mantenne fino agli ultimi giorni) insieme a Pietro Piras, Antonello Mura e Stefano Merella.
Nel canto a tenore si impose particolarmente al pubblico per la sua qualità di voce caratteristica sarda, armoniosa, duttile e spontanea; in questa veste si distinse particolarmente come ottima boche nell’intonazione del canto e guida del canto stesso, determinandone allo stesso momento anche l’andamento dei tempi; e all’occorrenza anche come mesu boche nell’accompagnamento del canto de sa boche, dimostrando anche in questo settore innate doti canore. Del periodo di permanenza nel Tenore Gòine, restano a testimonianza numerosi brani presenti su incisioni discografiche, tra cui: A tibe o Sardigna; Torrad’est; Assandira; Su battizzu; Pizzinna bella; A Nanni Sulis; Si fit a modu de ti’nde furare: Su Perdonu; Muttos; Tottus sos serafinos; Su Rosariu; Terra chi mi sustentas e A Piera, tutti brani che restano a dimostrazione di una fortunata carriera, che si presagiva per Bartaleddu come un lungo percorso ancora da percorrere, ricco di speranze e di successi; percorso purtroppo fatalmente interrotto, lasciando un vuoto incolmabile nel canto tradizionale sardo.
La figura di Bartaleddu verrà ricordata nel trigesimo della morte con la celebrazione della Santa messa che si terrà a Nuoro domenica 15 febbraio alle ore 9,30 presso la chiesa di San Giuseppe.


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