Economia

Le agenzie di viaggio in Italia propongono detrazioni Irpef sulla vacanza-benessere


L’idea, a raccontarla così, sembra uscita da una conversazione fra un fiscalista illuminato e un medico di base un po’ visionario: la vacanza come terapia, il viaggio da prendere quasi come farmaco da banco nelle giuste dosi all’anno, con tanto di detrazione Irpef. E invece no, è una proposta seria, lanciata alla Bit di Milano da Domenico Pellegrino, presidente di Aidit, l’associazione delle agenzie di viaggio. Traduzione: la vacanza-benessere dovrebbe poter finire nel 730.

Secondo Pellegrino si tratta di una vera misura di prevenzione, un investimento sulla salute pubblica e sulla produttività nazionale. Perché, come sanno anche i muri delle Asl, prevenire costa meno che curare. La ricetta prevede ingredienti molto poco poetici ma rassicuranti: tetto di spesa definito, tracciabilità totale, fatturazione elettronica e una fase sperimentale di 18 mesi, con tanto di monitoraggio degli effetti sanitari ed economici. Insomma, niente fughe romantiche spesate dallo Stato, ma un meccanismo controllato.

“Non si tratta di incentivare il consumo – dice Pellegrino – bensì di riconoscere il valore della prevenzione del malessere”. E qui il lessico si fa quasi sanitario: la vacanza-benessere come strumento di tutela dell’equilibrio psicofisico, come antistress. In realtà, qualcosa si muove già. Il progetto “Museo Benessere” dell’Asl To3 è un piccolo laboratorio di futuro: medici che prescrivono visite culturali come parte di un percorso terapeutico. Non la solita pastiglia, ma un quadro, una sala museale, un micro-viaggio capace di incidere sulla qualità della vita delle persone fragili.

Del resto, l’economia del benessere nel mondo vale già oggi 6.800 miliardi di dollari. Il solo turismo del benessere supera i mille miliardi, con proiezioni che parlano di un possibile raddoppio entro il 2033. L’Europa resta la prima destinazione globale, concentrando oltre il 30% della spesa mondiale in servizi spa e termali, con Germania, Francia e Italia in prima fila. Il settore termale del Belpaese ha generato nel 2025 un fatturato superiore a 5 miliardi di euro, con circa 24 milioni di presenze.

La Svezia sul fronte vacanza come rimedio ai malanni è avanti. E alla Bit è stata presentata anche la “Swedish Prescription” – durante il talk dal titolo “La vacanza che cura”. A corroborare queste teorie c’è anche uno studio del Karolinska Institutet a cui si appoggia l’ente per il turismo svedese (Visit Sweden) per sostenere che la vacanza non è solo evasione, ma riequilibrio: migliora il sonno, rafforza le relazioni sociali, riannoda il rapporto con la natura. In altre parole, fa bene. E non è poco.


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