Shintaro Sakamoto – Yoo-Hoo: Funk morbido e psichedelia pop dal Sol Levante :: Le Recensioni di OndaRock
A quattro anni di distanza dal precedente “Like a Fable” torna Shintaro Sakamoto, già leader degli Yura Yura Teikoku (fino al 2011) e autore, come solista, di cinque album. “Yoo-Hoo” è un po’ meno elettrico e sintetico del precedente, ma i consueti ingredienti ci sono tutti: ‘mellow groove’ a rendere ipnotiche le dieci tracce, accenni funk, andamento jazzato e caraibico, mood psichedelico.
Sakamoto lavora soprattutto sull’atmosfera, sul ritmo, sul controllo del suono che si dipana nello spazio, e che si stratifica via via che gli strumenti dialogano tra loro, sommandosi nelle armonie e prendendosi i propri spazi nei filler sparsi qua e là. La voce si staglia sopra tutto questo, in un giapponese che si articola lentamente, che suonerà esotico per i molti che non ne avranno familiarità, ma anche chiaro nella sua paziente scansione delle sillabe. La voce talvolta è rafforzata dalla presenza di cori, maschili e femminili, che aggiungono un tocco di city pop molto discreto.
“Yoo-hoo” non è comunque un album di divagazioni oniriche: in pezzi come “Justice” e “Dear Grandpa”, Sakamoto affronta il caos politico e generazionale del nostro tempo. Lo fa senza urlare, ma con spirito d’osservazione. E poi c’è “Numb”, un brano che costituisce un unicum nel suo repertorio: è un pezzo insolitamente energico per i suoi standard, un funk muscolare, incalzante e rafforzato dal sax (protagonista peraltro anche di un assolo notevole).
Sakamoto prosegue il suo lavoro nella canzone contemporanea, costruendo un ambiente e andando a vivacizzarlo con il ritmo e con le parole, con suoni talvolta retrò e soluzioni contemporanee. Abbastanza lounge per rilassare, abbastanza funky per ballare, sufficientemente pop per (provare a) canticchiarlo.
13/02/2026




